Senza un dialogo pacifico c’è il rischio che lo Yemen diventi la nuova Siria o la nuova Libia. A questa preoccupazione, emersa nel corso della riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza dell’ONU, si aggiunge il timore che al Qaida possa utilizzare l’instabilità del paese a suo vantaggio. Il presidente yemenita, Abdo Rabbo Mansour Hadi ha inviato una lettera ai Quindici, richiedendo un intervento urgente per provare a fermare l’aggressione che sta minando la stabilità del suo Stato.
Al termine della riunione, l’organo delle Nazioni Unite ha condannato le azioni unilaterali portate avanti dalle milizie huthi, che minano il processo di transizione politica, deplorando il fatto che gli oppositori di Hadi non abbiamo ritirato le proprie forze dalle sedi delle istituzioni ostacolando la normalizzazione della situazione a Sanaa e in altre province.
Nel frattempo il gruppo sciita si è impadronito di una parte di Taez, la terza città dello Yemen, e ne controlla l’aeroporto militare, la prigione e diverse strutture governative.
ATS/Reuters/CaL





