La grande coalizione anti IS, capitanata dagli Stati Uniti, nella notte tra martedì e mercoledì ha effettuato una serie di raid aerei nella regione attorno alla città di Kobane, in Siria, obbiettivo dei jihadisti. L’autoproclamato Stato Islamico aveva infatti dichiarato di voler conquistare la città al confine con la Turchia per garantire una continuità territoriale lungo la frontiera.
A darne notizia è l’Osservatorio siriano per i diritti umani (OSDH), che ha specificato come almeno 120 miliziani siano morti negli attacchi e 130'000 civili curdi siano in fuga.
L’offensiva condotta dagli Stati Uniti, con il sostegno, fra gli altri, di cinque paesi arabi, giunge a poco meno di 24 ore dopo i primi raid condotti contro i jihadisti dell’IS in territorio siriano che avevano, secondo la stessa organizzazione, ucciso un centinaio di fondamentalisti e alcuni civili.
"In che mondo viviamo?"
Ma com’è percepita dalla società civile siriana l'offensiva lanciata sul suo suolo dalla coalizione guidata dagli americani e appoggiata da cinque potenze regionali? Amarezza e dissenso sono i sentimenti più frequentemente espressi in queste ore da esponenti società civile siriana di fronte alla campagna in corso dalla coalizione arabo sunnita guidata dagli stati uniti e benedetta di fatto dal regime di Damasco, risponde il collaboratore RSI Lorenzo Trombetta nella sua corrispondenza (ascolta audio qui sotto).
AFP/FrCa/Radiogiornale
Dal TG12.30:
RG 12.30 24/09/2014 La corrispondenza di Lorenzo Trombetta
RSI New Articles 24.09.2014, 14:41
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