Mondo

Convertiti o uccisi

In Iraq la situazione per la minoranza degli yazidi sempre più drammatica

  • 12.08.2014, 17:03
  • Ieri, 13:35
"Scappano ma vengono inseguiti"

"Scappano ma vengono inseguiti"

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Nell'area attorno al monte Sinjar, in Iraq, ai confini con la Siria, continua l'odissea della minoranza degli yazidi, intrappolati tra le montagne e circondati dai jihadisti dai quali sono sfuggiti. Una sorte che li accomuna ai cristiani nel paese, ma i combattenti islamici riservano un trattamento diverso alle due minoranze.

"Ai cristiani gli uomini del Califfato pongono tre alternative: convertirsi, pagare la tassa islamica, venire uccisi oppure scappare. Per gli yazidi invece non c’è questa possibilità o si convertono o vengono uccisi, quindi scappano ma con i miliziani che gli corrono dietro", conferma l’inviato in Iraq del Corriere della Sera Lorenzo Cremonesi alla RSI.

"Questo neo presunto Califfato rivela un lato avvero oscuro perché i gloriosi Califfati del passato hanno sempre saputo convivere con le differenze, tant’è vero che questi popoli sono sopravvissuti fino ad oggi", spiega dal canto suo Paolo Branca, docente di lingua araba e islamistica all'Università Cattolica di Milano, prima di aggiungere, pensando al ritorno in quelle terre dei profughi ora in fuga e a una nuova convivenza, "ci sarà un periodo molto difficile perché spira su tutta la regione un preoccupante vento che è quello di dividere le terre di nuovo su basi etniche e religiose, che è il contrario di un mondo ormai senza confini che dovrebbe essere capace di promuovere la convivenza a ogni livello", conclude.

Red.MM/Radiogiornale

00:58

RG 12.30 del 12/08/2014 L'intervista a Lorenzo Cremonesi

RSI New Articles 12.08.2014, 16:55

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RG 12.30 del 12/08/2014 L'intervista a Paolo Branca

RSI New Articles 12.08.2014, 16:56

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