L'UE chiede una tregua ad Aleppo che permetta l'apertura di corridoi umanitari e l'evacuazione dei civili sotto supervisione internazionale. Al termine del vertice di oggi, giovedì, a Bruxelles, conclusosi quando ormai erano passate le 23.00, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk ha lamentato l'inefficacia dell'Unione sul teatro di guerra siriano, ma ha pure promesso i Ventotto useranno tutti i canali diplomatici disponibili per raggiungere i loro obiettivi.
Nessuna nuova sanzione, però, contro la Russia, la più stretta alleata di Damasco nella sua offensiva contro i ribelli. Solo una minoranza le vorrebbe. Per l'Italia, rappresentata per la prima volta dal neopremier Gentiloni, sarebbero un errore. Saranno invece prorogate di sei mesi le misure che colpiscono Mosca per la sua ingerenza in Ucraina.
Fra le altre cose, si è parlato anche di migranti, fronte sul quale rimangono forti le divergenze fra i paesi mediterranei, che chiedono di ripartire i profughi che sbarcano sulle loro coste, e quelli del gruppo di Visegrad, contrari. Insieme alla Brexit, sarà una delle partite centrali del prossimo semestre, a presidenza maltese.
RG/pon
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