In Corsica, dal prossimo anno scolastico, gli alunni, tra una lezione di francese e matematica, seguiranno anche dei corsi un po’ particolari. Il rettorato locale infatti ha deciso di inserire nei programmi delle lezioni sul tema della lotta alla mafia, un fenomeno che dilaga anche nella società locale, seminando terrore e morti, e che le istituzioni intendono combattere direttamente tra i banchi, coinvolgendo i 16’000 studenti di medie e superiori dell’isola.
In una delle classi pilota, a Bastia, vengono proiettati i volti di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, i due magistrati italiani assassinati in Sicilia nei primi anni ‘90, magari sconosciuti alla maggioranza dei ragazzi e ragazze del posto, ma comunque immagini simbolo della lotta alla mafia. Più evocativo e noto è invece il viso di Chloé Aldrovandi, una 18enne uccisa il 15 febbraio del 2025 a Ponte Leccia, nel nord dell’isola, vittima collaterale di un regolamento di conti tra clan mafiosi del luogo. Anche così si contribuisce ad attirare l’attenzione degli studenti, ed entrare nel cuore dell’argomento, per illustrare i meccanismi della malavita organizzata che impregna la società dell’isola, diffondendo un clima di paura e omertà tra la cittadinanza e gli ambienti economici e politici.
Corsi con il sostegno di magistrati, poliziotti e politici
Il rettorato allora ha pianificato una mezza dozzina di lezioni da svolgere sull’insieme del prossimo anno scolastico. I corsi saranno sostenuti non solo dagli insegnanti, ma anche con il supporto di magistrati, poliziotti e politici locali. Il tutto sul modello di quanto si fa già in Italia, dove sono stati inviati lo scorso autunno dei responsabili dell’amministrazione scolastica dell’isola, proprio per ispirarsi ai programmi pedagogici già in atto in alcune scuole di Roma e Napoli.
Finora, le lezioni pilota sono state accolte in modo positivo dagli alunni, al di là di qualche defezione, per via di genitori che hanno preferito non aderire all’iniziativa che comunque sarà generalizzata da settembre. Perché l’obiettivo è di prevenire e informare, e soprattutto di formare il senso di legalità dei futuri cittadini: “Ma l’idea – sottolinea il rettore Remi François Paoli – è anche quella di capire in che tipo di società si voglia vivere in Corsica”.






