Il presidente della Costa d'Avorio Alassane Ouattara, ha annunciato di aver raggiunto un'intesa con i reparti militari che si sono ammutinati per stipendi non pagati. “Posso confermare il mio intendimento di prendere in considerazione le richieste sui bonus e sul miglioramento delle condizioni di vita dei soldati”, ha detto Ouattara.
I militari, tuttavia, hanno respinto l'intesa e trattenuto fino a tarda serata il ministro della Difesa, Alain Richard Donwahi, nella seconda città del Paese, Bouaké, che hanno conquistato sabato. Proprio da lì è partito il movimento di rivolta, dalla città già fulcro dei disordini contro il Governo centrale che portò alla guerra civile tra il 2002 e il 2010. Notizie di ribellioni da parte di soldati sono giunte pure dalle località di Daloa e di Korhogo.
Testimoni hanno riferito venerdì di aver sentito colpi d'armi pesanti e assistito ad assalti ai commissariati di polizia. La rivolta sarebbe stata innescata da ex miliziani ribelli, integrati nelle forze armate dagli accordi di pace, che chiedono una cifra pari a circa 8'200 franchi svizzeri e una casa ciascuno.
ATS/Reuters/EnCa




