Il Parlamento della repubblica autonoma di Crimea ha rinunciato a riunirsi mercoledì in sessione straordinaria per affrontare la questione della scissione dall'Ucraina poiché in aula si sono presentati solo 49 deputati su 100.
D'altra parte, sempre a Sinferopoli, la capitale regionale, sono scoppiati tafferugli tra tatari mussulmani, schieratisi coi rivoltosi di Kiev, e russofoni, sostenitori della secessione.
Vista l'evoluzione, Mosca ha intanto deciso di rafforzare le misure di protezione della sua flotta nel Mar Nero, che proprio in Crimea ha le sue basi più importanti.
Possibili manovre militari russe al confine
Il ministro della difesa russo Serghei Shoigu, pur ribadendo che le esercitazioni ordinate in giornata dal presidente Vladimir Putin non sono collegate alla situazione in Ucraina, non ha escluso che le annunciate operazioni possano svolgersi anche in prossimità della frontiera comune.
Secondo quanto specificato dal Cremlino, si tratterà di verificare l'attitudine delle truppe coinvolte (si parla di 150'000 uomini) per far fronte a situazioni di crisi che possano minacciare la sicurezza nazionale.
La mobilitazione durerà fino al 3 marzo, è stato ancora precisato.
AFP/ANSA/dg
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RG 18.30 Il direttore dell'Istituto di politica internazionale di Milano, Paolo Magri, intervistato da Emiliano Bos
RSI Info 26.02.2014, 18:59






