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La Commissione europea ripensa la sua politica climatica

L’organo dell’UE ha presentato venerdì il progetto di revisione del mercato delle emissioni - La proposta potrebbe ampliare un dibattito già polarizzato all’interno dell’Unione

  • Un'ora fa
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L'UE allenta i requisiti climatici

Telegiornale 17.07.2026, 20:00

Di: Telegiornale - Thomas Paggini e Andrea Ostinelli /M.Mar. 

Bruxelles ha deciso di rivedere la propria politica climatica. La Commissione europea ha presentato venerdì il progetto di revisione del mercato delle emissioni, allentando di fatto alcuni requisiti per le aziende.

L’EU Emission Trading System (EU ETS) è, da oltre vent’anni, il principale strumento europeo contro il cambiamento climatico, ovvero un sistema per lo scambio di quote di emissione. In cosa consiste? Oltre a un limite globale, le fabbriche, le aziende o le compagnie aeree devono comprare dei permessi o delle quote per ogni tonnellata di emissioni di CO2. È un modo, dunque, per incentivare l’industria a inquinare di meno.

Da tempo però, diversi Paesi europei chiedevano regole meno stringenti, per venire incontro alle industrie, e oggi la Commissione europea ha presentato il progetto di riforma. “Stiamo adottando un approccio più favorevole alle imprese, più pragmatico, che riconosce gli sforzi di chi ha già investito nella transizione ecologica”, ha dichiarato Wopke Hoekstra, commissario europeo per il clima.

La proposta della Commissione è lunga e articolata, mantiene l’obiettivo di tagliare le emissioni del 90% entro il 2040 e chiede ai governi di spendere metà degli introiti in progetti di decarbonizzazione. Il piano aumenta, però, anche le quote di emissioni gratuite per le aziende e sposta in avanti alcune scadenze, allentando i paletti per le imprese.

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Il commento di Andrea Ostinelli

Telegiornale 17.07.2026, 20:00

Cosa vuol dire questo cambiamento per gli obiettivi climatici dell’Unione europea?

La proposta tocca un pilastro della lotta al cambiamento climatico, che negli ultimi venti anni ha permesso di dimezzare le emissioni di molti dei settori a maggiore impatto. Secondo la Commissione europea, si può essere più vicini agli interessi delle imprese senza compromettere gli sforzi, mantenendo così l’obiettivo della neutralità carbonica entro il 2050.

Il problema? Il tempo rimasto è poco, le risorse necessarie sono ingenti e, in definitiva, gli sforzi che non vengono direttamente dal mondo imprenditoriale dovranno essere sovvenzionati dalle finanze pubbliche. Questo fattore rischia di scatenare un dibattito già ampiamente polarizzato sia fra gli Stati membri sia in Parlamento. La proposta della Commissione potrebbe quindi non essere realmente applicabile.

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