Com’è tradizione, è toccato al Brasile aprire i discorsi dei Capi di Stato all’assemblea generale delle Nazioni Unite e la presidente Dilma Rousseff, in piena corsa per la sua rielezione, non si è lasciata sfuggire l’occasione per fare campagna. La Rousseff ha ricordato alla platea i risultati raggiunti in 12 anni di governo del suo partito per quanto riguarda la lotta alla fame e l’abbattimento delle diseguaglianze sociali. “Pochi giorni fa la FAO ha tolto il Brasile dalla cartina globale della fame; è il risultato di una politica economica che ha creato 21 milioni di posti di lavoro, aumentando lo stipendio minimo e il potere d’acquisto dei salari”.
Marina Silva e Aecio Neves, suoi avversari per il voto del prossimo cinque ottobre, hanno protestato contro il discorso in chiaro stile elettorale che, fanno sapere dal comando della Rousseff, sarà ripreso nei prossimi spot televisivi destinati a convincere gli ultimi indecisi.
I suoi avversari per il voto del prossimo cinque ottobre hanno protestato contro il discorso in chiaro stile elettorale
Molto atteso anche l’intervento della presidente argentina Cristina Kirchner che ha parlato quasi esclusivamente della vertenza con i fondi speculativi che reclamano il pagamento di parte del debito estero del suo paese. Una partita che si gioca proprio a New York e che ha come arbitro il giudice Thomas Griesa, che ha già intimato all’Argentina di pagare quanto deve, nonostante il pericolo di un imminente default.
“Dobbiamo ricordarci - ha detto la Kirchner, parlando a braccio - che i terroristi non sono solo quelli che mettono bombe o organizzano attentati, ma anche chi destabilizza l’economia di interi paesi provocando fame e miseria”
"I terroristi non sono solo quelli che mettono bombe o organizzano attentati"
La Kirchner ha ricordato la risoluzione recentemente approvata dall’Onu sulla necessità di creare una convenzione internazionale sulla ristrutturazione del debito sovrano di paesi in difficoltà finanziarie.
Emiliano Guanella




