Oscar Pistorius è compatibile con le carceri sudafricane o no? La disabilità che lo ha reso un’icona mondiale fino alle Olimpiadi, potrebbe diventare ora la sua via di fuga.
Accusa e difesa da lunedì hanno interrogato teste pro e contro gli arresti domiciliari dell’atleta condannato per l’omicidio colposo della fidanzata Reeva Steenkamp. In particolare, accorata è stata un’assistente sociale che ha dipinto le prigioni del Sudafrica come luoghi dove malattia, violenze sessuali e gang criminali la fanno da padrone. E dove Pistorius sarebbe troppo vulnerabile.
Giovedì in aula è arrivato il direttore dei Servizi Penitenziari che ha invece giurato sulla qualità dei servizi anche per i detenuti con problemi sanitari. La seduta ripresa dopo pranzo è stata rinviata a domani per le arringhe finali, dopo la rinuncia del Procuratore Nel ad altri testimoni. A bloccarlo sarebbe stato il putiferio scoppiato prima della pausa, quando la sorella dell’atleta aveva denunciato di essere stata minacciata da Mikey Schultz, pugile e pregiudicato, presente tra il pubblico a sostegno della famiglia della vittima, Reeva.
Lorella Beretta




