La Crimea occupata dai russi è sempre più un bersaglio per Kiev. Droni ucraini hanno attaccato l’aeroporto di Gvardiyske, uno dei principali scali militari russi nella penisola sotto controllo di Mosca dal 2014. Uno scalo usato dalla Russia per missioni di combattimento, logistica e manutenzione degli aerei. Lo scrive domenica RBC-Ucraina citando lo stato maggiore delle forze armate. Non è ancora chiaro quali danni siano stati inflitti.
È confermato invece che la Crimea è rimasta senza elettricità dopo gli attacchi ucraini della scorsa notte, che hanno colpito diversi punti, diversi nodi di distribuzione della corrente. Ma quale lo scopo di queste azioni militari? Lo ha spiegato a SEIDISERA il collaboratore della RSI da Kiev, Davide Maria De Luca: “Dal 2023, almeno da quando gli ucraini si sono resi conto che non sarebbero riusciti a riconquistare militarmente la Crimea, il loro obiettivo è cambiato”, spiega il giornalista. “Si è trasformato nel rendere la penisola una trappola per topi, come è stata definita con una metafora molto colorita sulla stampa in questi giorni”.
Concretamente, prosegue De Luca, “significa rendere la penisola occupata inutile per Putin, continuando a colpirla nelle sue infrastrutture, nella rete elettrica, nelle ferrovie, nei ponti. Già la stagione turistica di quest’estate è stata completamente rovinata e nel frattempo migliaia di persone lasciano le aree più colpite dagli ucraini”.
Insomma, l’idea è quella di infliggere un danno economico e psicologico così forte in un’area così simbolica per la Russia da spingere Putin a trattare. “Nel frattempo anche i russi continuano a colpire. Tra l’altro proprio in questi giorni hanno adottato una nuova tattica che consiste nel prendere di mira le stazioni di servizio. Ne sono già state colpite decine e le ultime proprio poche ore fa nella città e nella regione di Kharkiv”.
Nel frattempo il Cremlino parla di una tregua nel Donbass dopo una nuova vittoria delle truppe russe. Come ricorda De Luca: “Mosca ha proposto un breve cessate il fuoco umanitario per lunedì, localizzato nella città di Kostyantynivka, che fa parte della cosiddetta cintura di fortezze, la spina dorsale delle difese ucraine nel Donbass. Putin aveva detto proprio un paio di giorni fa che Kostyantynivka era caduta, che le sue forze erano state vittoriose. Questa offerta di tregua rappresenta probabilmente un tentativo di mostrarsi magnanimi dopo la vittoria sul campo”.
Senonché, gli ucraini negano che Kostyantynivka sia caduta e dicono che anzi, i combattimenti stanno continuando. “È probabile che la città effettivamente non resisterà ancora a lungo, ma tutto sembra effettivamente indicare che l’annuncio di Putin è prematuro. E allora perché annunciare la caduta della città? Beh, sappiamo che questa è una guerra che si gioca anche sulle percezioni, soprattutto da quando alla Casa Bianca siede Donald Trump. Kiev non ha ancora risposto all’offerta di tregua lanciata da Mosca, ma difficile che lo faccia. Sarebbe come ammettere la sconfitta”.







