di Mattia Coste
Le notifiche relative ai lavoratori distaccati sono in costante aumento. L’anno scorso in Ticino sono state 15'308, con un rialzo del 27% rispetto al 2010 (12'040) e del 44% rispetto al 2009 (10'622). Le cifre dimostrano dunque l’attrattiva del mercato edile ticinese per le ditte estere.
La pressione dall’esterno ha inoltre portato, e non è una novità, ad un degrado ancora più marcato sui cantieri, con casi di caporalato e subappalti a cascata. La vicenda emblematica è quella del LAC di Lugano, dove è intervenuta la magistratura.
Un terzo delle ditte non è in regola
E’ quindi un bilancio di crisi quello presentato oggi a Bellinzona dall’Associazione interprofessionale di controllo (AIC), creata nell’ambito delle misure di accompagnamento agli accordi bilaterali con l’UE. Il numero delle infrazioni è alto: più di un terzo delle aziende controllate nei settori dell’artigianato e dell’edilizia non è in regola. Nella maggior parte dei casi versano salari inferiori a quelli stabiliti dai contratti collettivi o violano gli orari di lavoro.
Nella conferenza stampa odierna si è parlato anche di “responsabilità” dei committenti e di “aspetti etici”. Ascolta il presidente dell’AIC Renzo Ambrosetti :
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Soli cinque ispettori e il nodo della cauzione
Sul terreno operano al momento 5 ispettori. Un numero insufficiente per l’AIC, che punta anche sullo strumento dissuasivo della cauzione (da chiedere a chi vuole accedere al mercato del lavoro svizzero), già presente, ad esempio, nei settori delle piastrelle, del gesso e della posa dei pavimenti. Le reazioni da parte italiana non sono mancate, con la richiesta da parte della Regione Lombardia di denunciare la Svizzera presso la Commissione europea per queste misure, ritenute protezionistiche. “Se dalla vicina penisola continueranno questi attacchi, dovremo reagire più duramente”, ha sottolineato Ambrosetti. Ascolta le sue parole:
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Indipendenti o falsi indipendenti?
In forte crescita risultano anche gli indipendenti: quasi 5'000 nel 2011 e che, secondo le stime, supereranno i 7'000 quest’anno. “Sappiano però – ha spiegato il segretario dell’AIC Vittorino Anastasia – , anche se non sempre possiamo dimostrarlo, che buona parte di loro non sono indipendenti, ma dipendenti camuffati”.
Il fenomeno dei cosiddetti falsi indipendenti è difficile da controllare. Al momento non esiste la base legale per sanzionare chi non è in regola e anche le nuove norme proposte dal Consiglio federale sono – secondo l’AIC – troppo blande (con la possibilità per i presunti irregolari di produrre la documentazione necessaria entro 2 giorni e continuare nel frattempo a lavorare).
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Milioni che pesano
Anastasia stima in oltre 100 milioni di franchi la cifra d’affari annuale persa dalle ditte ticinesi a seguito della concorrenza dall’esterno. Ascolta:
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Sulla clausola giudizi taglienti
Oggi a Bellinzona è stata più volte criticata (“ridicola e inutile”) anche la tanto discussa clausola di salvaguardia fatta valere dalla Confederazione nei confronti dei cittadini degli Stati UE-8 (Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Repubblica Ceca e Ungheria).
L’impatto per il Ticino è nullo e si rischia di complicare i rapporti con Bruxelles, si è fatto notare. Le spiegazioni di Anastasia:
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