Una ventina fra giornalisti, fotografi e cameraman di al Jazeera sono stati condannati in Egitto per "disinformazione e sostegno alla Fratellanza Musulmana", organizzazione dichiarata terrorista nel paese.
Al reporter australiano Peter Greste e all'egiziano-canadese Mohamed Fahmi sono stati inflitti 7 anni di carcere, al producer egiziano Baher Mohamed 10 anni. La stessa pena ai 12 contumaci, tra cui compaiono un britannico e una canadese. L'accusa aveva chiesto tra i 15 e i 25 anni di detenzione. Esiste la possibilità di un ricorso in Cassazione.
La responsabile della diplomazia australiana, Julia Bishop, si è dichiarata "costernata" e "stupefatta"per la severità della pena, sottolineando di non riuscire a comprendere il verdetto "sulla base delle prove presentate". L'emittente del Qatar, dal canto suo, ha bollato le condanne come "ingiuste" e chiede siano annullate.
M.Ang./ANSA




