Mohamed Morsi non sarà condannato a morte, almeno per ora. La pena inflitta nel processo per collaborazione con organizzazioni straniere, in particolare con Hamas, è stata infatti tramutata in ergastolo, equivalente al carcere a vita.
La Corte d’assise del Cairo ha “graziato” venerdì l’ex presidente egiziano, confermando, però, un’altra condanna capitale, inflittagli il mese scorso per "partecipazione ad un'evasione di massa del 2011". Contro la sentenza può ancora essere inoltrato ricorso.
Nello stesso processo relativo ad Hamas sono state confermate 16 condanne a morte di cui 13 in contumacia: alla sbarra sono comparsi i vertici della Confraternita dei Fratelli musulmani, rispettivamente Khairat el Shater e Mohamed l Beltagui.
Oltre alla condanna nel processo sullo spionaggio per Hamas, Morsi in aprile aveva ricevuto una sentenza a 20 anni di reclusione per aver ordinato la repressione di una protesta nel 2012.
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