Il principale sindacato della miniera di Escondida, a nord del Cile, che produce la più grande quantità di rame al mondo, ha annunciato di aver raggiunto un accordo con il gruppo anglo-australiano BHP per il rinnovo del contratto collettivo.
Grazie a questa intesa, è stato revocato uno sciopero che avrebbe coinvolto oltre duemila lavoratori e messo in crisi gli approvvigionamenti. I termini negoziati resteranno in vigore per 36 mesi.
"Questo accordo ci consentirà di implementare diverse misure che aiuteranno a mantenere la nostra competitività nel tempo", ha affermato Cristóbal Marshall, manager di Escondida/BHP.
Né l'azienda né il sindacato hanno diffuso i dettagli del concordato, ma i media locali parlano di un bonus di produttività di oltre 23'000 dollari e vari benefit.
I minatori avevano chiesto un bonus una tantum quale riconoscimento del lavoro mai interrotto durante la pandemia di Covid-19, "equivalente all'1% dei dividendi ricevuti dagli azionisti", nonché un piano di carriera e benefici per l'educazione dei figli.
Secondo il sindacato, la miniera di Escondida prevede di generare un fatturato di oltre 10 miliardi di dollari quest'anno, a fronte di un aumento storico del prezzo del rame, che ha superato i 10'000 dollari a tonnellata sui mercati internazionali.






