L'esplosione di una raffineria di petrolio clandestina nella zona meridionale della Nigeria ha provocato la morte di almeno 100 persone e numerosissimi feriti che presentano ustioni molto gravi ed estese. Lo hanno reso noto i servizi di emergenza intervenuti nel luogo devastato dallo scoppio avvenuto venerdì sera in un sito fra gli stati di Rivers e di Imo, nella regione del delta del Niger.
La violenza dell'esplosione ha costretto poliziotti, pompieri e sanitari ad allargare le ricerche di morti e feriti nella vegetazione attorno all'impianto dove si trovavano venditori ed acquirenti di carburante.
Nella regione migliaia di persone sono coinvolte nel furto di greggio dagli oleodotti che, in seguito, viene raffinato in impianti illegali per essere rivenduto al mercato nero. Talune fonti ritengono che all'incirca il 10% dei 2 milioni di barili di petrolio venduti giornalmente dalla Nigeria siano sottratti al circuito legale. Per contrastare il fenomeno il governo ha mandato nel delta del Niger anche l'esercito, incaricando i militari di scovare e distruggere le raffinerie clandestine.
Nel 1998 l'esplosione di un oleodotto avvenuta a Jesse aveva provocato la morte di oltre mille persone.





