Mondo

A Gaza i Mondiali di calcio diventano una parentesi di normalità

Decine di sfollati si riuniscono a Khan Younis per seguire la Coppa del Mondo - “Cerchiamo di sfuggire alla depressione”

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  • 59 minuti fa
Nella Striscia di Gaza sono decine i palestinesi sfollati che si ritrovano nei caffè per seguire la Coppa del Mondo
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I mondiali a Gaza

Telegiornale 13.06.2026, 20:00

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Di: Telegiornale - Lorenzo Amuso / Tieffe 

Una partita di calcio in tv, mentre fuori il tempo sembra sospeso, sotto il peso della guerra. A Khan Younis, nella Striscia di Gaza, sono decine i palestinesi sfollati che si ritrovano nei caffè per seguire la Coppa del Mondo. Davanti ad uno schermo, tra sedie accalcate e sguardi concentrati, i Mondiali di calcio sono una breve parentesi di normalità in un contesto segnato da mesi di devastazione.

“Cerchiamo di sfuggire alle pressioni psicologiche che stiamo subendo, e di liberarci dalla negatività e dalla depressione. Il calcio è il nostro unico sfogo, ci dà un po’ di conforto. Veniamo al caffè per guardare le partite e stare insieme alla gente”, spiega Mohammad Al-Akhras, sfollato da Rafah.

Anche Eid Al-Attar, residente di Gaza, racconta che seguire i Mondiali è un tentativo di mantenere un legame con una normalità sempre più distante. “Proviamo, per quanto possibile, a vivere il mondo del calcio, amato da grandi e piccoli. Ma purtroppo viviamo in una guerra continua e sotto un severo blocco”.

C’è chi tifa Qatar, chi Algeria o Turchia. Ma tra gli appassionati emerge anche un desiderio comune: vedere un giorno la Palestina partecipare alla più importante competizione calcistica internazionale. “Nonostante le sofferenze che stiamo vivendo, seguiamo con gioia la Coppa del Mondo”, afferma Osama Hamdan, anch’egli sfollato da Rafah. “Siamo un popolo che merita di vivere e che segue con passione tutto ciò che riguarda lo sport. Chissà che un giorno anche la nostra nazionale possa essere presente”.

Per molti residenti, il contrasto con il passato è evidente. “I precedenti Mondiali li abbiamo guardati nelle nostre case o nei caffè di Gaza, con amici e familiari”, ricorda Mohammed Fahjan. “Ora, dopo la guerra e gli sfollamenti, siamo costretti a seguire le partite dalle tende, in condizioni difficili”.

E mentre a sud si sogna con il Mondiale, nella zona centrale della Striscia proseguono gli ordini di evacuazione e i bombardamenti.

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