Tentato omicidio intenzionale, furto e rapina: con queste accuse giovedì è comparso a processo, alle Assise criminali di Lugano, un cittadino marocchino coinvolto in una rissa in città lo scorso anno. L’imputato ammette i reati solo in piccola parte. L’accusa ha chiesto per lui 8 anni di carcere e 15 anni di espulsione dalla Svizzera.
Il 7 giugno del 2025 il 38enne, dopo aver bevuto e consumato hashish, aveva tentato di rubare all’interno di una vettura posteggiata nei pressi del casinò e aveva rapinato un’altra persona nella stessa zona. L’uomo aveva quindi sfilato il portafoglio dalla tasca dei pantaloni di un giovane, che si stava divertendo in compagnia di amici. A quel punto era scaturita una rissa: il ragazzo derubato, spalleggiato dai compagni, aveva cercato di recuperare il maltolto, ma era stato ferito al collo dall’uomo con una bottiglia rotta. Dopo aver tentato di aprire un’altra auto, il marocchino si era quindi diretto verso la stazione. Era stato visto camminare sui binari, dove voleva prendere il treno per Chiasso, prima di essere arrestato dalla polizia.
La mancanza di riprese delle videocamere di sorveglianza e i numerosi “non ricordo” dell’imputato complicano la ricostruzione dell’accaduto. ““Non ho ferito nessuno!”, “Ho solo minacciato con un vetro rotto per mandare via la gente che voleva picchiarmi!”, ha pure detto l’uomo, sostenendo di aver fatto di tutto per scappare. E anche i ricordi della vittima e degli amici, pure sotto l’effetto dell’alcol, non sono nitidi. La difesa si è battuta per l’assoluzione dal tentato omicidio intenzionale, riconoscendo le lesioni semplici qualificate in uno stato di legittima difesa.






