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Caro kerosene, arrivano i primi tagli

Lufthansa anticipa la chiusura di CityLine, anche a causa dello sciopero - Edelweiss rinuncia a Seattle e Denver, KLM riduce l’offerta europea dell’1%

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Stop immediato per la compagnia regionale

Stop immediato per la compagnia regionale

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Di: AFP/ATS/pon 

Il primo gruppo di trasporto aereo europeo, Lufthansa, ha annunciato giovedì di porre fine con effetto immediato all’attività della sua filiale regionale CityLine. All’origine della decisione, che anticipa i tempi rispetto alla preannunciata scadenza di fine anno, ci sono le vertenze sindacali in corso (la compagnia è confrontata a uno sciopero) ma anche all’aumento dei prezzi del cherosene, più che raddoppiato per effetto della guerra in Medio Oriente. Da sabato, quindi, i 27 velivoli non decolleranno più.

Il gruppo ha spiegato di voler ritirare gli apparecchi ad alto consumo di carburante, tanto più costosi oggi da gestire. L’annuncio si inserisce in un piano più ampio in tre tappe di riduzione dell’offerta del gruppo. Entro la fine dell’estate, Lufthansa vuole ridurre le sue “capacità di lungo raggio” all’interno del gruppo di quattro Airbus A340-600 e di due Boeing 747-400. Ultima tappa il prossimo inverno: l’azienda ridurrà l’offerta del programma di corto e medio raggio del suo marchio storico Lufthansa di cinque aerei.

All’interno del gruppo Lufthansa, la Swiss ha invece annunciato la conferma della sua rete attuale, senza accelerare quindi la prospettata messa a terra dei vecchi A-340.

Edelweiss ha annunciato la cancellazione di alcune rotte verso gli Stati Uniti (Seattle e Denver, con effetto immediato) e verso l’Oman (Mascate e Salalah, a partire dall’introduzione dell’orario invernale). Anche in questo caso, il rincaro del carburante viene chiamato in causa ma non è l’unico motivo: il vettore si trova confrontato anche a un calo della domanda.

Da ultima KLM, la compagnia dei Paesi Bassi, ha annunciato che ridurrà di 160 voli non più redditizi la sua offerta del prossimo mese (80 partenze e altrettanti arrivi all’hub di Amsterdam Schiphol), precisando che si tratta di “meno dell’1% dei collegamenti europei”.

Gli esperti preoccupati, la Commissione europea rassicura

La guerra in Iran ha come detto spinto al rialzo i costi del carburante, ma le aviolinee cominciano a manifestare anche i timori di una carenza di kerosene, visto che l’Europa dipende nella misura del 75% da quello raffinato in Medio Oriente. “La situazione può, nelle tre quattro settimane a venire, diventare sistemica. Quindi possiamo avere riduzioni drastiche dei voli in Europa, già da maggio e giugno”, dichiarava martedì sull’emittente americana CNBC un economista della società Rystad Energy, Claudio Galimberti.

La Commissione europea cerca invece di rassicurare. Per la portavoce Anna-Kaisa Itkonen, “attualmente non ci sono prove di penuria nell’UE”. Il 9 aprile, il Consiglio internazionale degli aeroporti (ACI) Europe scriveva però alla Commissione europea che le penurie avrebbero avuto inizio “fra tre settimane”, vale a dire all’inizio di maggio, se la circolazione delle petroliere nello stretto di Hormuz non fosse ripresa entro quel momento.

Il presidente dell’Agenzia internazionale dell’energia (AIE), Fatih Birol, prevedeva anch’egli carenze in Europa “forse all’inizio di maggio”. Nel suo rapporto mensile sul petrolio di aprile, l’AIE ha tuttavia prospettato una scadenza meno prossima. “Se il mercato mondiale del kerosene si restringe ancora e i mercati europei non riescono a trovare più del 50% dei volumi provenienti dal Medio Oriente che hanno perso, allora le scorte scenderanno sotto la soglia critica di 23 giorni a giugno”, si legge.

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Approvvigionamento di cherosene: aerei a terra?

Telegiornale 07.04.2026, 20:00

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