Approfondimento

L’Etna, un vulcano dalle origini uniche

Uno studio dell’Università di Losanna fa luce sulla nascita del vulcano siciliano, che condivide caratteristiche con quelli che si trovano nelle isole oceaniche

  • Un'ora fa
Il magma sarebbe spinto in superficie dai dai movimenti della placca tettonica

Il magma sarebbe spinto in superficie dai dai movimenti della placca tettonica

  • Keystone
Di: Antoine Michel, Foued Boukari (RTS), articolo originale - sf, adattamento web

L’Etna rappresenta un caso a sé tra i vulcani e la sua nascita, avvenuta mezzo milione di anni fa, resta in parte un mistero, su cui ha gettato un po’ di luce una ricerca dell’Università di Losanna.

“Nessun meccanismo geologico noto sembra spiegare come si sia formato questo gigante”, sottolineano i geologi losannesi in un comunicato. “I vulcani emettono diversi tipi di lava. L’Etna è associato a lave che si trovano generalmente nelle isole oceaniche, per esempio in Islanda, alle Hawaii e alle Canarie”, precisa ai microfoni di RTS il professor Sébastien Pilet, che ha diretto lo studio.

La composizione chimica del vulcano italiano assomiglia a quella dei cosiddetti “punti caldi”. In queste zone l’attività vulcanica è intensa e grandi quantità di rocce incandescenti risalgono dal mantello terrestre verso la superficie. Ma nelle vicinanze dell’Etna non è presente alcun punto caldo. Per la sua posizione, il vulcano avrebbe quindi dovuto essere più piccolo e meno eruttivo.

Le spiegazioni del professor Sébastien Pilet (La Matinale, RTS, 14.04.2026)

Un tipo di vulcani poco conosciuto

Nel loro studio, i vulcanologi ipotizzano che l’Etna si sia formato e sia alimentato da piccole quantità di magma presenti nella parte superiore del mantello, a circa 80 chilometri di profondità.

“Questi fluidi verrebbero trasportati in modo sporadico verso la superficie dai complessi movimenti tettonici delle placche africana ed eurasiatica”, spiegano gli scienziati vodesi. “Il magma risalirebbe così attraverso fratture che si creano all’interno della placca tettonica quando questa si flette […], un po’ come un liquido che fuoriesce quando si comprime una spugna”.

L’Etna apparterrebbe quindi a una categoria di vulcani ancora poco studiata, quella dei cosiddetti “petit-spots”. Un fatto sorprendente, secondo i vulcanologi losannesi, se si considera che l’Etna raggiunge i 3’324 metri di altitudine, mentre i “petit-spots” osservati finora sono colline sottomarine alte solo alcune centinaia di metri. Un nuovo enigma per la vulcanologia.

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