Un’azienda svizzera nel 2012 ha venduto alla Corea del Nord circa 150 fucili e pistole, per un valore di 170'000 franchi. Come scrive NZZ online, il dato emerge dal bilancio dell’interscambio commerciale tra i due Stati.
Secondo la Segreteria di Stato all’economia, si tratta di armi ad uso sportivo, non adatte a un’utilizzazione militare.
L’azienda in questione ha ottenuto una regolare autorizzazione da parte della Confederazione nel 2011. Armi ad uso sportivo non rientrano nelle norme della Legge sul materiale militare e quindi non sono sottoposte a embargo.







