Tre mesi separano gli inglesi dal cruciale voto sull’appartenenza del Paese all’Unione europea e il governo conservatore di David Cameron deve però affrontare quella che la stampa anglosassone definisce la sua peggiore crisi: le dimissioni a sorpresa, venerdì, del ministro del lavoro.
Profondamente divisi sul futuro inglese in seno all’UE, i Tories di Cameron si trovano adesso a fronteggiare le divergenze interne sulla politica di austerità voluta, da sei anni a questa parte, dal premier e dal suo più vicino alleato, il ministro delle finanze George Osborne. Il ministro, sovente indicato come successore di Cameron come l’euroscettico sindaco di Londra Boris Johnson, è al centro delle polemiche dopo aver presentato nuovi tagli al budget nazionale.
In tutta la questione si inseriscono le dimissioni dell’euroscettico Duncan Smith, ministro del lavoro, che ha rassegnato il mandato in netta opposizione ai tagli previsti da Osborne soprattutto nel settore delle prestazioni d’invalidità lanciando dalla TV strali contro la politica di austerity di Cameron.
ATS/Swing




