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Guerra in Iraq "inadeguata"

Le basi legali per l'intervento britannico nel conflitto non erano abbastanza solide, stando a un rapporto

  • 06.07.2016, 15:25
  • 07.06.2023, 21:24
Presentato il rapporto sul ruolo della Gran Bretagna nel conflitto iracheno

Presentato il rapporto sul ruolo della Gran Bretagna nel conflitto iracheno

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Le circostanze con cui è stata stabilita una base legale per la guerra contro l’Iraq di Saddam Hussein nel 2003 erano "totalmente inadeguate", stando a John Chilcot, presidente della commissione d’inchiesta creata sette anni fa per studiare la partecipazione britannica al conflitto in questione e che ha presentato mercoledì le proprie conclusioni. Saddam non era una minaccia immediata. Inizialmente si sarebbe potuta usare una "strategia di contenimento" senza escludere l’intervento armato "a un certo punto".

"Malgrado gli avvertimenti, le conseguenze dell’invasione sono state sottovalutate e i preparativi per l’Iraq dopo Saddam non erano per niente adatti" ha proseguito l’esperto. L’allora premier Tony Blair aveva promesso a George Bush di seguirlo a ogni costo e, inoltre, presentò all’opinione pubblica dati di intelligence "imperfetti" che mostravano "con una certezza che non era giustificata" che Hussein possedeva armi di distruzione di massa.

Gli USA e la Gran Bretagna, viene poi sottolineato nel testo, "minarono l’autorità dell’ONU".

Tony Blair: ''Ho agito in buona fede''

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L'ex inquilino di Downing Street si è nel frattempo giustificato, affermando di aver preso la decisione di partire in guerra "in buona fede". Decine di manifestanti pacifisti si sono radunati però davanti al Queen Elizabeth Centre, vicino a Westminster, per chiederne l'incriminazione. "La Gran Bretagna non dovrà mai più entrare in un conflitto in questo modo", ha dichiarato invece un portavoce delle famiglie dei caduti.

reuters/ats/mrj

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