La crisi in Medio Oriente torna a farsi sentire anche in Svizzera, con effetti che vanno oltre il semplice aumento dei prezzi. La chiusura dello stretto di Hormuz mette infatti sotto pressione l’intero sistema degli approvvigionamenti energetici, in particolare per combustibili come diesel e cherosene.
Secondo Édouard Gantès, analista del Centro di ricerca imprese e società di Ginevra, “la situazione ha retto, ma in modo precario”. Le forniture previste nelle prossime settimane dovrebbero arrivare, ma quelle attese nei prossimi mesi risultano bloccate. “Se Hormuz non riapre subito il rischio di problemi di approvvigionamento è concreto”, avverte. Si tratta, spiega, di un vero e proprio “shock dell’offerta”, che colpisce tutti i prodotti, ma con effetti più immediati su carburanti chiave.
La tensione sui prezzi riflette una corsa globale ad assicurarsi le risorse disponibili. “Paesi come Cina e Corea del Sud sono pronti a pagare molto di più pur di garantirsi le forniture”, sottolinea Gantès, ricordando che per l’Europa esistono alcune alternative. Per la Svizzera il quadro resta legato al mercato europeo, che dispone “di un margine di sicurezza stimato tra i cinque e i sei mesi di riserve”.
Tra i settori più esposti c’è quello aereo. Il cherosene potrebbe diventare uno dei primi punti critici. “Alcune compagnie sono molto allarmate”, spiega l’analista, citando il timore di un’estate difficile. In caso di tensioni prolungate, si potrebbe arrivare a privilegiare i voli a medio e lungo raggio, mentre le compagnie low cost sarebbero “le prime a soffrire”, dato che molti collegamenti possono essere sostituiti da altri mezzi. “Con un cherosene così caro, il loro modello diventa più fragile”, osserva Gantès.
Non si esclude nemmeno il ritorno di misure di contenimento dei consumi, dal telelavoro alla riduzione degli spostamenti non essenziali. “Non sono misure solo simboliche. Ogni risparmio conta”, sottolinea Gantès, aggiungendo che forse “ci eravamo illusi che i conflitti sul petrolio appartenessero al passato”.
Viaggi e vacanze, cosa aspettarsi?
Le incertezze sul fronte energetico si riflettono anche su chi sta programmando le vacanze estive. Secondo Giancarlo Leonardi, responsabile vendite di Kuoni Ticino, la gestione dipende dal tipo di prenotazione: “Se il cliente ha prenotato solo il volo, la responsabilità è della compagnia aerea. Se invece si tratta di un pacchetto, è l’agenzia a coordinare tutto”.
L’ipotesi di voli cancellati per mancanza di carburante resta però, almeno per ora, remota. “In 44 anni non mi è mai successo che una compagnia restasse a secco”, spiega Leonardi, invitando comunque a valutare caso per caso. Il consiglio, al momento, è di non rinunciare a prenotare: “Siamo fiduciosi, realisti ma anche ottimisti. Le compagnie hanno carburante per le prossime settimane, addirittura mesi”. In uno scenario peggiore, potrebbero però ridurre il numero di voli.
Infine, un invito a non affidarsi solo al fai-da-te online: rivolgersi a un’agenzia garantisce assistenza diretta e l’accesso a un fondo di garanzia. “Quando qualcosa va storto, con una macchina non si parla. Con un’agenzia sì”, conclude Leonardi.

Riapertura dello stretto di Hormuz: quale ruolo per Londra?
Telegiornale 02.04.2026, 20:00

Approvvigionamento di cherosene: aerei a terra?
Telegiornale 07.04.2026, 20:00






