“Quando uccidono uno di noi, ci riguarda tutti. Da immigrata vi imploro di chiedere che non accada più, di chiedere giustizia”. Questo è l’appello lanciato da Frida Adame, attivista per i diritti umani a Houston, durante una delle manifestazioni che da 9 giorni attraversano la città texana. Le proteste sono iniziate dopo la morte di Lorenzo Salgado Araujo, cittadino messicano ucciso durante un posto di blocco dell’ICE, la polizia federale responsabile dei controlli sull’immigrazione. Nella stessa settimana altri due immigrati sono morti in circostanze analoghe nel Maine e in Florida.
Secondo la corrispondenza da Houston di Cristiano Valli per SEIDISERA, le mobilitazioni non hanno conosciuto pause. I dimostranti si sono riuniti nelle strade, davanti alle istituzioni e nei pressi dei centri federali di detenzione, nonostante la vicenda abbia ricevuto finora una copertura limitata da parte dei grandi mezzi d’informazione nazionali.
A Houston quasi 5’000 arresti dall’inizio dell’anno
La protesta coinvolge una comunità particolarmente numerosa. Nell’area metropolitana di Houston vivono circa 1,7 milioni di immigrati, considerati una componente essenziale dell’economia locale. Dall’inizio dell’anno, riferisce Valli, gli arresti sarebbero stati quasi 5’000. Il sindaco di Houston, John Whitmire, ha chiesto una moratoria di 90 giorni sulle operazioni dell’ICE e l’obbligo per gli agenti di utilizzare telecamere corporee. Proprio l’assenza di registrazioni video impedisce, al momento, di ricostruire con certezza quanto accaduto al posto di blocco.
Diversi elementi emersi nei giorni successivi sembrerebbero inoltre contraddire la prima versione fornita dalle autorità federali. Salgado Araujo si trovava legalmente negli Stati Uniti e non era l’obiettivo dell’operazione. La procura locale ha aperto un’indagine indipendente e ha messo in discussione anche l’affermazione secondo cui nel suo veicolo sarebbe stata trovata della droga.
I rapporti tra la magistratura locale e le autorità federali sono tesi. L’FBI avrebbe finora impedito al procuratore distrettuale della contea di Harris, Sean Teare, di interrogare i 3 colleghi che viaggiavano con Salgado Araujo, considerati testimoni oculari e attualmente detenuti. Una nuova manifestazione promossa dai sindacati è prevista a Houston, mentre per giovedì viene discussa la possibilità di uno sciopero generale.
Trump revoca la pausa nei controlli
La tensione è aumentata anche dopo la decisione di sospendere temporaneamente i posti di blocco stradali dell’ICE, annunciata in seguito alla morte nel Maine del cittadino colombiano Johan Sebastián Durán Guerrero. La misura, concordata con le autorità locali, avrebbe dovuto consentire la prosecuzione delle operazioni di arresto e deportazione, evitando però nuove proteste su vasta scala e pesanti conseguenze sull’economia.
La pausa, decisa dal segretario alla sicurezza interna Markwayne Mullin, è stata tuttavia revocata quasi immediatamente dal presidente Donald Trump, che considera i posti di blocco uno degli strumenti principali della sua politica di contrasto all’immigrazione e alla criminalità. Secondo alcuni osservatori, la decisione sarebbe stata presa sotto la pressione dell’ala più intransigente dell’amministrazione, favorevole a un ulteriore irrigidimento delle deportazioni. Il giornalista sul posto contattato dalla RSI sottolinea però anche il peso degli interessi economici legati alle prigioni private, costruite o gestite da società vicine ad alcuni importanti finanziatori politici. L’amministrazione avrebbe promesso di utilizzare pienamente queste strutture, che dispongono complessivamente di circa 120’000 posti ancora liberi. Alla fine di giugno gli arresti avevano già raggiunto il livello settimanale più alto dall’inizio dell’anno: circa 10’000 persone fermate in 7 giorni.
La mobilitazione di Houston ricorda quella esplosa a Minneapolis dopo le morti di Renée Good e Alex Pretti. Mentre le operazioni federali proseguono, nella città texana le proteste non sembrano destinate a fermarsi. Al centro restano la richiesta di giustizia per Lorenzo Salgado Araujo e la domanda di maggiore trasparenza sull’operato degli agenti dell’ICE.

USA: nuove polemiche sull'ICE
Telegiornale 14.07.2026, 20:00







