Il gruppo dei liberali europei ALDE (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa) a Strasburgo ha inferto un sonoro ceffone a Beppe Grillo e al Movimento 5 Stelle. Il leader Guy Verhofstadt in serata ha infatti deciso di ritirare la proposta d’accordo con la formazione pentastellata, i cui iscritti poche ore prima avevano plebiscitato (con il 74% dei voti) la decisione del comico di passare armi e bagagli nella coalizione filoeuropeista.
Ufficialmente Verhoefstadt ha motivato la decisione con l’insufficienza di garanzie da parte del M5S. Ma, in sostanza, alla base dello stop all’ingresso nel gruppo dei 5 Stelle è stata l’insurrezione anti-grillina generatasi all’interno dell’ALDE. A pesare è stata in particolare l'ostilità in merito mostrata dalla vicepresidente dell'ALDE, Marielle de Sarnez, che ha definito quest'alleanza “empia” e minacciato il voto contrario dei parlamentari tedeschi e francesi.
Di fronte a questo “muro” ed essendo in corsa per la presidenza del Parlamento europeo, l’ex primo ministro belga ha preferito archiviare l'idea di integrare il M5S, dichiarando elegantemente di esser giunto alla conclusione che vi siano “differenze fondamentali sulle questioni europee chiave” con il movimento italiano, che resta perciò fuori dall’ALDE.
E alla luce del cambiamento di fronte, condannato in giornata dalll’UKIP di Nigel Farage, Grillo e gli altri dirigenti non possono più tornare indietro e saranno di riflesso costretti a confluire nel gruppo misto. Proprio il "destino" che i grillini volevano evitare.
ANSA/AFP/Reuters/EnCa
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