Mondo

I siriani nel centro di Märsta

La struttura di accoglienza rappresenta il primo passo verso l'integrazione in Svezia - Il reportage

  • 18.12.2013, 08:30
  • 4 maggio, 12:41
Il centro di accoglienza di Märsta. Altre immagini a lato

Il centro di accoglienza di Märsta. Altre immagini a lato

Ogni giorno passano da Märsta centinaia di migranti, la maggior parte siriani. Il centro di accoglienza è il primo passo verso l’integrazione in Svezia. Da quando Stoccolma ha concesso il permesso di soggiorno permanente a tutti i cittadini siriani in fuga dalla guerra, molti hanno deciso di dirigersi a nord, anche se – confermano all’Agenzia svedese per la migrazione – l’annuncio non ha creato un aumento significativo.

Una volta prese le impronte, dopo qualche giorno, i nuovi arrivati vengono portati in albergo o in case temporanee e da quel momento possono iniziare a lavorare. E’ lo Stato che offre loro il primo impiego e il primo alloggio.

Per Basel , che abbiamo incontrato proprio qui a Märsta, il viaggio della speranza però si è dovuto interrompere in Romania, dove lo hanno fermato prima che attraversasse la frontiera: “Sono dovuto rimanere lì per settimane in attesa dei documenti, poi sono ripartito per venire qui in Svezia”, ci racconta Basel, che tristemente aggiunge: “ora non so se dovrò tornare in Romania perché lì ho lasciato le mie impronte e secondo il regolamento Dublino (vedi box a lato) non posso chiedere protezione ad altri paesi europei o rimanere qui. Nel caso dovessi lasciare la Svezia, però, a quel punto me ne torno in Siria”.

Come lui in tanti attendono che il paese scandinavo accolga la loro domanda di accoglienza. Molti quelli che in questo paese vorrebbero ricominciare una nuova vita. Ma non tutti sono d’accordo.

Le voci contrarie

Se per il Governo svedese la decisione presa in totale autonomia dall’Agenzia per la migrazione di concedere i permessi di soggiorno permanenti ai siriani non ha destato particolare preoccupazione, in Parlamento c’è chi non ha mai nascosto la propria contrarietà. Parliamo dei Democratici Svedesi (Sverigedemokraterna - SD), partito d’opposizione con 20 deputati nel Riksdag che si definisce social-conservatore e nazionalista.

Incontriamo Mattias Karlsson , classe ‘77, giovane parlamentare di punta del partito che ha fatto della sua lotta contro l’immigrazione di massa il proprio cavallo di battaglia, portandolo nei recenti sondaggi al 10% dei consensi. “Noi crediamo che non debba essere un’agenzia a decidere come gestire i flussi migratori in Svezia, bensì il Parlamento, e per questo ci batteremo per cambiare la legge che dal 2005 delega l’agenzia e non la politica a deciderlo. Non ha dubbi Karlsson, che subito dopo aggiunge: “Bisogna semmai aiutare i siriani nel loro paese o nei paesi limitrofi senza doverli ospitare qui in Svezia. Sono troppi per noi”.

Un sentimento presente anche nella pubblica opinione, divisa fra chi fa appello alla lunga tradizione d’accoglienza della Svezia e chi teme ripercussioni nel mondo del lavoro, dei prezzi delle case e nella scuola. Una cosa è certa, però, di fatto la Svezia è il primo e finora l’unico paese europeo ad aver aperto le porte ai cittadini siriani. Una scelta che – secondo molte ONG fra cui Amnesty International – rappresenta un esempio per tutti, ma che ha ancora una volta dimostrato l’inerzia degli altri paesi dell’Unione europea, obbligati come la Svezia, almeno sulla carta, ad ospitare i profughi siriani, ma poi sordi nei fatti alle loro grida d’aiuto.

Riccardo Bagnato

Gallery video - I siriani nel centro di Märsta

Gallery image - I siriani nel centro di Märsta

Il regolamento Dublino II

Il regolamento Dublino II (regolamento 2003/343/CE; in precedenza Convenzione di Dublino) è un regolamento europeo che determina lo Stato membro dell'Unione europea competente ad esaminare una domanda di asilo o riconoscimento dello status di rifugiato in base alla Convenzione di Ginevra (art.51).

Gallery video - I siriani nel centro di Märsta

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Ti potrebbe interessare