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Il Consiglio federale riceve il presidente polacco Nawrocki

In Europa centrale, la Polonia è stata il partner commerciale più importante della Svizzera nel 2025 (6,5 miliardi) - Nawrocki, eletto con il sostegno del partito di destra PiS, è considerato un ammiratore di Trump

  • 39 minuti fa
Il presidente polacco Karol Nawrocki e il presidente della Confederazione Guy Parmelin

Il presidente polacco Karol Nawrocki e il presidente della Confederazione Guy Parmelin

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Di: SEIDISERA - Fabio Turco /ATS/M. Ang. 

Il Consiglio federale ha ricevuto mercoledì a Berna, con gli onori militari, il presidente polacco Karol Nawrocki, in Svizzera per una visita di Stato di 2 giorni.

Assieme al presidente della Confederazione, Guy Parmelin, Nawrocki ha sottolineato le “ottime relazioni” tra i due Paesi, in particolare in ambito economico e scientifico. “Lo sviluppo della Polonia in numerosi settori è notevole”, ha rilevato Parmelin al termine della cerimonia ufficiale in Piazza federale. “In questo periodo di crescita economica e sociale, i due Paesi hanno consolidato le loro relazioni bilaterali in tutti i settori”, ha aggiunto, dicendosi soddisfatto delle collaborazioni tra Berna e Varsavia, in particolare in materia di sicurezza e innovazione.

Il Consiglio federale intende approfondire ulteriormente le “ottime e diversificate relazioni bilaterali” tra Svizzera e Polonia, si legge in una nota. Nell’Europa centrale, la Polonia è stata il partner commerciale più importante della Svizzera nel 2025, con un volume di interscambio merci per circa 6,5 miliardi di franchi. Varsavia riceve la quota maggiore del secondo “miliardo di coesione” versato dalla Svizzera, pari a circa 320 milioni di franchi. 

In Svizzera, una visita di Stato rappresenta la visita di più alto livello sul piano protocollare. Di regola, il Consiglio federale in corpore riceve un capo di Stato straniero una o due volte all’anno — l’anno scorso è stato il caso della presidente kosovara Vjosa Osmani-Sadriu e del presidente sudafricano Cyril Ramaphosa.

Paese cardine sul fianco orientale di UE e NATO

Quello della difesa è stato uno dei temi trattati. Il settore della sicurezza vede la Polonia in prima linea in Europa negli sforzi per aumentare la capacità di difesa.

La Polonia oggi è un Paese che sta attraversando una delicata fase di trasformazione. La guerra in Ucraina ha restituito centralità sullo scacchiere internazionale a un Paese che negli anni precedenti era finito un poco ai margini. All’epoca della visita di Andrzej Duda, Varsavia era sotto i riflettori, soprattutto per le dispute con l’Unione Europea sul rispetto dello Stato di diritto. Oggi la situazione è molto diversa. A partire dal 2022 la Polonia è diventata il Paese cardine del fianco orientale della NATO, nonché il principale crocevia degli aiuti militari a Kiev. È cresciuto anche il suo peso politico in sede europea, soprattutto da quando a capo del governo è tornato il filo europeista Donald Tusk.

La Polonia è l’unico Paese che confina insieme con l’Ucraina, con la Russia, attraverso l’ex clave di Kaliningrad e con la Bielorussia, con cui i rapporti negli ultimi anni si sono fatti apertamente ostili. Questo ha spinto Varsavia ad avviare una robusta campagna di riarmo che l’ha portata a essere il primo Paese dell’Alleanza Atlantica a destinare alla difesa il 4,8% del proprio PIL. In questo senso la Polonia è stata più volte indicata come un modello dall’amministrazione Trump. Eppure nelle ultime settimane si è parlato molto del possibile congelamento dell’invio di 4’700 soldati statunitensi previsto nell’ambito delle rotazioni NATO. La vicenda ha creato una certa tensione fra Varsavia e Washington. Una riduzione della presenza militare USA in Europa esporrebbe la Polonia alla minaccia russa e cambierebbe inoltre l’intero assetto difensivo. La Polonia dovrebbe contare molto di più sulle proprie forze e su quelle degli alleati europei. Una situazione inedita e anche parecchio scomoda.

La Polonia vive una forte polarizzazione politica che durerà almeno fino alle elezioni parlamentari del prossimo anno. L’attività legislativa del governo centro-liberal-progressista di Donald Tusk è frenata dall’operato del presidente Nawrocki, espressione della destra sovranista e nazionalista. Nawrocki, eletto poco meno di un anno fa, ha posto finora il veto a 33 disegni di legge, bloccando molte delle riforme promesse dal governo, fra cui il ripristino dell’indipendenza del Consiglio della magistratura. Una delle sfide che la Polonia dovrà sicuramente affrontare nel prossimo futuro è quella dell’abbattimento del deficit di bilancio, che ha superato il 7%. Finora il sistema economico si è retto grazie alla crescita del PIL. Ma le conseguenze della crisi energetica legate alla guerra in Iran potrebbero mettere tutto in discussione.

SEIDISERA 27.05.2026

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