Gli Stati Uniti hanno lanciato martedì sera nuovi attacchi contro l’Iran e hanno ricominciato a bloccare i suoi porti, mentre Donald Trump ha invece rinunciato a tassare le navi che attraversano lo stretto di Hormuz, al centro della guerra.
La ripresa di questo blocco marittimo alle 20.00, insieme a bombardamenti di un’ampiezza inedita dal cessate il fuoco di aprile, mina gli sforzi diplomatici per rendere duraturo il protocollo d’intesa firmato il 17 giugno.
Reimponendo il blocco dei porti iraniani, gli americani hanno violato i propri impegni e “smantellato” il protocollo, ha accusato in serata il viceministro degli Affari esteri iraniano, Kazem Gharibabadi.
Come conseguenza di questo clima bellicoso e della quasi-paralisi dello strategico stretto di Hormuz, il prezzo del barile di Brent, punto di riferimento internazionale, era impennato lunedì di oltre il 9% prima di rallentare la sua corsa a seguito degli ultimi annunci del presidente americano.
Così come Teheran, che sta valutando di far pagare il passaggio nello stretto, Donald Trump aveva assicurato lunedì di voler riscuotere una tassa equivalente al 20% del valore dei carichi in cambio della protezione di questa rotta marittima, in spregio al diritto internazionale e al principio della libertà di navigazione.
Tuttavia, in un messaggio pubblicato martedì sul suo social network Truth Social, ha fatto marcia indietro, sostituendo questo progetto con “accordi commerciali e di investimento” con le monarchie del Golfo.
La quarta notte di attacchi
Secondo quanto riferito da diverse agenzie di stampa iraniane e riportato da Al Jazeera, una serie di attacchi e forti esplosioni ha colpito diverse località nel sud dell’Iran.
L’agenzia di stampa Mehr ha riferito che missili statunitensi hanno colpito un’area nei pressi della città di Sirik e hanno preso di mira anche la città di Bandar Abbas. Nonostante la gravità degli attacchi, la stessa agenzia – citando funzionari del governatorato di Hormozgan – ha precisato che al momento non si registrano vittime civili né danni a edifici residenziali e commerciali.
Parallelamente, l’emittente statale iraniana Irib ha segnalato un’esplosione nella città di Ahvaz e diverse altre esplosioni sull’isola di Qeshm. Ulteriori deflagrazioni sono state registrate dall’agenzia Fars nelle località di Bampur e Chabahar, sebbene l’esatta ubicazione di questi ultimi eventi non sia stata ancora immediatamente accertata.






