Un'interminabile catena umana che scandiva il suo nome, lungo i 37 chilometri di percorso del corteo funebre di 18 limousine attraverso la sua Louisville, in Kentucky. Un bagno di folla senza distinzione di razza, età e religione, in una splendida giornata di sole. E fuori, un paese intero si è fermato per rendere omaggio a un mito che ha travalicato i confini dello sport. Se ne è andato così oggi (venerdì) Muhammad Ali, il campione di pugilato morto all'êtà di 74 anni.
Assente per impegni privati, il diploma della figlia Malia, Barack Obama in un post su Facebook l'ha definito l'addio al più grande di sempre. C'erano 300 personalità dello sport, della politica e dello spettacolo, dall'ex presidente Bill Clinton, incaricato dell'orazione funebre, alle star di Hollywood Billy Crystal e Will Smith (che interpretò Cassius Clay sullo schermo), a due ex grandi pugili come Mike Tyson e Lennox Lewis. Tutti a stringersi attorno alla famiglia: la moglie, due ex mogli e nove figli.
Al termine del corteo, la bara in legno di ciliegio, avvolta in un velo dalla simbologia islamica, è stata sepolta in una cerimonia privata, lontano dalle telecamere. È stata in seguito la volta della cerimonia pubblica, in un'arena da 20'000 posti. Unica nota stonata, la fuga precipitosa del presidente turco Erdogan, offesosi per una mancanza di rispetto su cui si possono solo avanzare ipotesi.
pon/ANSA
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