Mondo

Il mondo saluta Ali

Il campionissimo del pugilato tumulato a Louisville, la sua città natale in Kentucky

  • 10.06.2016, 15:45
  • 4 maggio, 15:27

"È triste senza di lui. Ma almeno ora è lontano dalle sofferenze. Era prigioniero del suo corpo, pur restando un vero combattente”. Gene Kilroy mi mette un braccio intorno al collo durante la breve intervista. È l’uomo che forse più di ogni altro è stato vicino a Muhammad Ali. Anche nei 32 anni della lunga battaglia contro il morbo di Parkinson. “Per chi lo ha amato, era difficile vederlo in quelle condizioni”, aggiunge Kilroy, incontrato al termine del rito funebre musulmano.

Cassius Clay, la leggenda

A migliaia sono corsi nella Freedom Hall – alla periferia di Louisville - per rendere omaggio al Gigante, diventato piccolo come un bambino in quel feretro avvolto in un panno nero con i versetti del Corano. In città le bandiere sono ancora a mezz’asta. In queste ore il Titano che gridava al mondo di essere il più grande la attraverserà. Questa volta in silenzio. La sua gente gli rende l’ultimo saluto. Quelli rimasti qui anche quando lui andava in giro per il mondo. Quelli rimasti a Grand Avenue, la strada che solca il quartiere di West End, con casette a un piano, e diventata ora meta di un pellegrinaggio. Lì il “Più Grande” è diventato grande. Lì tirava i pugni a un sacco appeso a un albero in giardino che ora non c’è più, come racconta il signor Lawrence Montgomery, 82 anni, trascorsi in questa strada. E lì – dice la signora Meyer – “mi ha fatto da baby-sitter quando ero piccola, perché le nostre famiglie erano amiche e vicine di casa”.

Tutti hanno un ricordo. Anche chi non ha mai messo piede qui a Louisville ha un’immagine nitida dell’Uomo che ha cambiato la storia d’America. L’Angelo Nero del Kentucky galleggiava sul ring. Adesso è leggero come una farfalla, ma restano le sue parole pungenti come api. “Era il campione della gente. Il corpo se ne va, lo spirito resta. Come quello di Martin Luther King e John Fitzgerald Kennedy”, mi dice Don King, l’organizzatore dell’indimenticabile “Rumble in the Jungle”, l’incontro che ha cambiato per sempre la storia della boxe

Emiliano Bos

02:25

RG 08.00 del 10.06.2016 - Il reportage di Emiliano Bos

RSI Info 10.06.2016, 14:52

03:21

RG 12.30 del 10.06.2016 - Il reportage da Louisville di Emiliano Bos

RSI Info 10.06.2016, 14:50

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