L'Europa "ha definito un metodo" con "tre principi di azione": agire sui paesi di origine e di transito, rafforzare la sorveglianza delle frontiere lungo le coste e lottare contro i trafficanti di uomini: così François Hollande ha riassunto i contenuti del summit europeo di giovedì e venerdì a Bruxelles. Il tema dell'immigrazione, messo in agenda in particolare per l'insistenza dell'Italia dopo la tragedia di Lampedusa, è stato in parte offuscato dallo scandalo intercettazioni della NSA ai danni di dirigenti europei.
Quella emersa è una traccia politica, mentre sono mancate le decisioni concrete, se si esclude la promessa olandese di mettere degli aerei a disposizione dell'agenzia Frontex, che si occupa di proteggere i confini esterni dell'UE.
Le urgenze sono "la Libia", paese nel caos attraverso il quale transitano somali ed eritrei che poi si imbarcano per attraversare il Mediterraneo, e gli Stati più direttamente esposti, come ha spiegato il presidente della Commissione José Manuel Barroso. Le proposte di una task force di esperti saranno discusse in occasione del prossimo vertice il 6 dicembre, quando saranno adottati "provvedimenti immediati", ha annunciato Angela Merkel. Per una riforma più approfondita bisognerà invece attendere il prossimo giugno, dopo le elezioni europee, ha fatto sapere il presidente dei Ventotto, Herman van Rompuy.
AFP/ANSA/pon
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RG 18.30 - La corrispondenza di Tomas Miglierina
RSI Info 25.10.2013, 20:16






