Il governatore della Florida Ron DeSantis ha annunciato la chiusura di “Alligator Alcatraz”, il centro di detenzione per migranti costruito nelle Everglades e aperto nel luglio 2025. DeSantis e il presidente Donald Trump avevano presentato la struttura come uno strumento fondamentale della strategia repubblicana per espellere le persone presenti illegalmente negli Stati Uniti e rimpatriarle nei Paesi d’origine. L’attuale chiusura ha portato al trasferimento di tutti i detenuti in altri centri, anche a causa dei rischi legati alla stagione degli uragani.

Le politiche migratorie di Trump
Alphaville 05.05.2025, 12:35
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Il governatore ha difeso l’operazione, sostenendo che attraverso il centro siano state deportate circa 21 mila persone e che la missione abbia reso la Florida più sicura. Di segno opposto le accuse delle associazioni per i diritti dei migranti, che hanno denunciato condizioni igieniche precarie, difficoltà nell’accesso agli avvocati, mancanza di medicinali, cibo contaminato e servizi sanitari inadeguati. Gli avvocati dei migranti hanno pure denunciato anche le modalità con cui sono avvenuti i trasferimenti. Molti detenuti sarebbero stati improvvisamente portati in strutture situate nella Florida meridionale, in California, Arizona, Louisiana e Texas. Per circa una settimana, familiari e legali non avrebbero ricevuto informazioni sulla loro destinazione. Soltanto in un secondo momento sarebbe stato comunicato dove fossero stati trasferiti.
La chiusura non mette fine alle polemiche. Le organizzazioni ambientaliste sostengono che il centro sia stato costruito senza le autorizzazioni e le valutazioni necessarie e che alla chiusura deve seguire una bonifica del territorio. Le cause legali proseguiranno per accertare eventuali responsabilità e danni all’ecosistema delle Everglades.

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