Sigolène Vinson (1974 - Sainte-Foy-lès-Lyon), è una scrittrice francese, ex avvocata e cronista giudiziaria per Charlie Hebdo, nonché attrice teatrale e cinematografica. Il suo ultimo libro è “La requine” (Le Tripode)
Con “La Requine”, Sigolène Vinson offre un’opera al contempo intima e politica, in cui la memoria riaffiora a frammenti. Da Gibuti all’attentato a Charlie Hebdo del 2015, la sua narrazione delinea i contorni del ricordo, facendosi al contempo ricerca di una riconciliazione con il mondo dei viventi. Poetico e intenso.
Tutto prende avvio da un’immagine: un dente di squalo incastonato nella roccia. Da questa scoperta sgorga un flusso di ricordi, l’infanzia a Gibuti, i paesaggi infuocati, e poi il 7 gennaio 2015. A lungo tenuto ai margini, l’attacco irrompe nel racconto senza enfasi, per lampi improvvisi. L’“io” dell’autrice diventa così un punto d’ancoraggio per dare forma a un’esperienza debordante, capace di parlare, nel profondo, a tutti noi.
Il tempo necessario per scrivere
Avvocata ed ex editorialista legale di “Charlie Hebdo”, Sigolène Vinson affronta qui per la prima volta in modo diretto quell’evento. Non per costruire una narrazione politica, ma per comprenderne l’impatto su di sé. Solo grazie al tempo che scorre può finalmente scrivere di ciò che è accaduto e interrogarsi sul perché si sia ritrovata così vicina al mondo dei pesci. La scrittura diventa allora uno strumento di ricomposizione, un modo per mettere insieme i frammenti.
«Le dodici persone uccise quella mattina sono la ragione delle ore che trascorro su una roccia scistosa - spiega - , la ragione del mio amore folle per uno stagno malato, la ragione per cui parlo con gli uccellini e con i pesci».
Dopo l’attacco: il rifugio dell’Étang de Berre
L’Étang de Berre, nei pressi di Marsiglia, spesso definito «malato», diventa nell’opera di Vinson un vero e proprio personaggio: un confidente, un fratello. Questa laguna mediterranea - il secondo mare chiuso più vasto d’Europa e la più grande laguna francese - porta i segni dell’industrializzazione, da Colbert, ministro di Luigi XIV, alle fabbriche di sapone, fino ai complessi petrolchimici. Oggi è soprattutto l’immissione massiccia di acqua dolce dalla Durance, attraverso le centrali idroelettriche, a comprometterne l’equilibrio. Eppure, nonostante le ferite, continua a pullulare di vita.
«Ho riconosciuto un fratello nell’Étang de Berre - dice ancora - . O forse una sorella, dato che è anche una laguna».
La capacità dello stagno di resistere e di nutrire la vita malgrado tutto risuona profondamente nell’autrice. Le saline diventano così un luogo di ritorno all’esistenza, un cammino lento ma necessario verso la reintegrazione.
«Perché?»
Particolarmente toccante è il passaggio dedicato all’incontro con Peter Chérif, coinvolto negli attentati contro “Charlie Hebdo”. Durante il processo, l’autrice gli rivolge una domanda semplice e radicale: «Ma perché?». La risposta, enigmatica, apre a un diverso livello di comprensione: quello di un uomo ormai separato dal mondo dei vivi.
Con questo libro, Vinson non propone tanto una ricostruzione quanto un movimento: superare una lettura puramente umana della violenza per imparare di nuovo ad abitare il mondo in modo diverso. Il testo si configura così come un viaggio, doloroso ma aperto, verso una riconciliazione gioiosa con la vita.
Infine, una frase quasi nascosta, posta dopo la dicitura “Stampato”, solleva un interrogativo spiazzante: «Alcuni occhi hanno il diritto di essere risparmiati e altri no?». Una domanda introdotta dall’editore, che riecheggia a lungo nell’autrice: se il suo sguardo, di fronte all’arma di Chérif Kouachi quel 7 gennaio 2015, avrebbe potuto salvarla. Un’ipotesi che Vinson respinge, affermando che «tutti gli occhi dei vivi sono uguali e desiderano vivere più a lungo».
“La Requine” è un testo intenso, poetico e doloroso, ma anche profondamente vitale: una testimonianza di resilienza, un’esplorazione dei legami complessi tra essere umano e natura e un invito a guardare il mondo con una sensibilità rinnovata.
Testo legato alla trasmissione di RTS “QWERTZ” del 23.06.2026





