Il governo indiano ha annunciato venerdì di aver presentato un ricorso davanti alla Corte suprema contro la sentenza di alcuni giorni fa con cui si confermava un articolo del codice penale indiano che criminalizza l’omosessualità.
Legge risalente al 1860
L'appello mira a sostenere una precedente decisione dell'Alta corte di Delhi che aveva definito “incostituzionale” l'articolo formulato nel 1860, che stipula che “chiunque abbia volontariamente relazioni carnali contro l'ordine naturale sarà punito” con pene varianti fra alcuni anni di prigione e l'ergastolo, “e multato”.
Proteste contro quello che è considerato un passo indietro
Governo, movimenti sociali e di difesa dei diritti umani, e comunità gay indiana avevano duramente criticato l'accoglimento da parte della Corte suprema del ricorso presentato dalle associazioni religiose di varie denominazioni e da movimenti sociali conservatori.
Tweet del ministro della comunicazione e della giustizia
In un tweet, il ministro ad interim indiano della comunicazione e della giustizia, Kapil Sibal, ha detto di sperare che “il diritto alle scelte personali sia preservato dalla Corte”.
Red.MM/ats/mrj
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Approvata una legge
Il Parlamento ugandese nel frattempo ha approvato una legge che criminalizza l'omosessualità drasticamente: per i recidivi è previsto l'ergastolo. Lo hanno riferito attivisti alla stampa.








