Washington non ha ancora confermato che una cittadina americana è morta nel corso di incursioni aeree contro l’autoproclamato Stato islamico nel nord della Siria da parte della coalizione, capitanata dagli Stati Uniti.
Ieri, venerdì, il gruppo estremista aveva comunicato che proprio in seguito ai bombardamenti nelle vicinanze di Raqqa, la donna era rimasta uccisa da un aereo giordano. I famigliari della donna hanno intanto fatto appello ai sequestratori di liberarla, non credendo che la 26enne sia effettivamente deceduta. "Siamo fiduciosi che sia viva" ha detto il padre della 26enne, "vi imploriamo di contattarci in privato".
Kayla Jean Müller, originaria dell’Arizona, è stata rapita nell’agosto nel 2013 ad Aleppo. Sino ad oggi il suo nome era stato tenuto segreto.
AFP/AlesS
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