La Russia ha accusato Kiev di negare un dialogo “reale” con i separatisti in Ucraina orientale, sottolineando pure che i diritti di queste regioni devono essere stabiliti prima delle elezioni presidenziali del 25 maggio. Il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov, vede questa mancanza di colloqui come un ostacolo alla fine delle tensioni ed ha esortato europei ed americani a fare pressioni su Kiev perché si possa decidere delle autonomie prima del voto.
Mosca non cede nemmeno sul fronte del gas ed il portavoce di Gazprom, Serghiei Kuprianov, ha chiesto all’Ucraina di pagare in anticipo, entro il 2 giugno, 1,66 miliardi di dollari per le forniture di gas del prossimo mese in base ad “un volume di fornitura di 114 milioni di metri cubi di gas al giorno, previsto dal contratto”.
AFP/sdr




