L’incontro tanto atteso e del quale si è parlato molto tra Viktor Ianukovich e l’opposizione si è concluso con un nulla di fatto, o quasi. Dopo ore di discussioni Oleh Tyahnybok, uno tra i leader dei manifestanti, ha annunciato nella notte tra giovedì e venerdì di aver ottenuto la liberazione dei dimostranti arrestati (75 da domenica) e ha domandato altri giorni di tregua.
L'esito della trattativa non rassicura tutti. Vitali Klitschko, guida del partito UDAR, si è detto molto deluso soprattutto dal rifiuto del presidente ucraino di sollevare dal suo incarico il primo ministro Mikola Azarov.
Ieri pomeriggio il Parlamento si era riunito in una seduta straordinaria per discutere le possibili dimissioni del Governo e questo aveva fatto sperare i molti dimostranti europeisti riuniti a migliaia in piazza dell’Indipendenza.
Dilaga la protesta
Dopo il fallimento dei negoziati, i manifestanti hanno preso d’assalto il ministero dell’Agricoltura, situato in una delle strade principali della capitale, mentre in altre regioni dell’Ucraina costruiscono barricate attorno ai Consigli regionali occupati (gli ultimi dei quali a Lviv e Rovno), da dove domandano le dimissioni dei governatori nominati da Ianukovich.
Anche nell'est del paese, dove il presidente ha il suo feudo elettorale, le proteste non mancano. In migliaia si sono radunati davanti al Consiglio regionale di Sumi, dove ha luogo una riunione per votare le risoluzioni volute da Ianukovich contro gli europeisti.
ats/ap/ansa/ZZ
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