Polizia in tenuta antisommossa che semina il terrore”, “guerra catastrofica”, uso “abusivo” del potere: da New York all’Alaska, sabato milioni di americani sono attesi nelle manifestazioni in tutto il Paese per protestare contro Donald Trump. È la terza volta in meno di un anno che l’America è chiamata a scendere in piazza da una coalizione di associazioni riunite attorno allo slogan “No Kings” (Nessun re), che si è affermato come il movimento di protesta più importante dal suo ritorno alla Casa Bianca.
La prima, tenutasi nel giugno 2025 – in occasione del 79esimo compleanno del presidente statunitense e di una parata militare a Washington – aveva riunito diversi milioni di persone da un capo all’altro del Paese. La seconda, in ottobre, ne aveva radunati sette milioni, secondo gli organizzatori.
Il loro obiettivo è quello di mobilitare sabato una folla ancora più numerosa, proprio mentre il gradimento di Donald Trump è ai minimi storici, intorno al 40%, in vista delle elezioni di medio termine di novembre.
“Dalla nostra ultima manifestazione, questo governo ci ha sprofondati ancora di più nella guerra. Da noi, abbiamo visto cittadini uccisi per strada da forze militarizzate. Abbiamo visto famiglie distrutte e comunità di immigrati prese di mira. Tutto questo per mano di un uomo che vuole governare come un re”, riassume Naveed Shah, responsabile di Common Defense, un’organizzazione di veterani membro della coalizione.
Sono previste più di 3’000 manifestazioni – un numero in aumento – nelle grandi metropoli, come New York, Chicago o Washington, ma anche nelle periferie e nelle zone rurali, e persino a Kotzebue, una piccola città dell’Alaska oltre il circolo polare artico, o nell’arcipelago caraibico di Porto Rico, territorio americano.
Minneapolis, epicentro all’inizio dell’anno della brutale offensiva anti-immigrazione di Donald Trump e della sua contestazione popolare, dovrebbe esserne il punto nevralgico insieme alla sua città gemella, Saint-Paul.
Bruce Springsteen, la leggenda del rock americano, feroce critico del presidente americano, è atteso lì con la sua canzone “Streets of Minneapolis”, scritta e registrata in 24 ore in omaggio ai due americani caduti sotto i proiettili degli agenti federali in piena strada durante le operazioni massicce della polizia dell’immigrazione, Renee Good e Alex Pretti.






