Si terrà a Ginevra venerdì 19 la firma dell’accordo sancito tra Iran e Stati Uniti per mettere fine con effetto immediato alla guerra in Medio Oriente su tutti i fronti, compreso il Libano. Lo hanno confermato lunedì i mediatori pakistani, molto attivi nella definizione dell’intesa.
“L’accordo con la Repubblica Islamica dell’Iran è ormai concluso”, ha confermato pochi minuti dopo il presidente americano Donald Trump sul suo social network Truth Social.
“Autorizzo pienamente la riapertura dello Stretto di Hormuz senza diritti di passaggio e, parallelamente, la revoca immediata del blocco navale americano. Navi di tutto il mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra a fiumi!”, si è rallegrato, aggiungendo che questa apertura avverrà “non appena l’accordo sarà firmato venerdì, per consentire lo sminamento”.
L’annuncio ha innescato un immediato crollo dei prezzi del petrolio, che erano saliti alle stelle dallo scoppio della guerra il 28 febbraio e dal blocco dello strategico Stretto di Hormuz, attraverso il quale transitava normalmente un quinto del commercio mondiale di idrocarburi.
Negoziati dettagliati entro sessanta giorni
Il documento concordato tra Washington e Teheran non è stato reso pubblico nell’immediato. Il protocollo d’intesa con gli Stati Uniti prevede “la fine immediata e definitiva della guerra e delle operazioni militari sui vari fronti, compreso il Libano”, ha dichiarato alla televisione di Stato il viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi.
“I negoziati inizieranno entro sessanta giorni al fine di raggiungere un accordo definitivo”, ha precisato, elencando quattro temi per le trattative future: la revoca delle sanzioni contro l’Iran, la questione nucleare, la ricostruzione e lo “sviluppo economico” del Paese, nonché “l’istituzione di un meccanismo di monitoraggio” degli impegni assunti.
L’agenzia di stampa iraniana Mehr ha inoltre riportato un testo, non confermato ufficialmente, secondo cui l’accordo prevede “lo sblocco di 24 miliardi di dollari di beni iraniani congelati durante il periodo di negoziazione di sessanta giorni”, di cui la metà prima dell’inizio dei colloqui.
Come accennato, la cerimonia di firma dell’accordo si terrà il 19 giugno a Ginevra. L’informazione sulla località è stata indicata dal primo ministro pakistano Shehbaz Sharif, mediatore chiave della guerra in Medio Oriente. Il vicepresidente americano JD Vance ha fatto sapere che intende partecipare e che la presenza di Donald Trump era “possibile”.
“Tappa cruciale” secondo l’ONU, un trionfo secondo Teheran
Il segretario generale dell’ONU Antonio Guterres ha accolto con favore l’accordo, definendolo una “tappa cruciale verso una risoluzione pacifica del conflitto”.
Dal canto suo, l’Iran ha dichiarato di aver “imposto la sua volontà divina e d’acciaio a nemici americani e sionisti umiliati. Il nemico non ha altra scelta che accettare la sconfitta e arrendersi”. Ad affermarlo con soddisfazione è stato lo Stato Maggiore iraniano in un comunicato diffuso dalla televisione di Stato.
Poco prima dell’annuncio dell’accordo la massima autorità di sicurezza dell’Iran, il Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale, aveva tuttavia avvertito sui social network di una risposta “imminente” a un raid israeliano che domenica ha causato tre morti nella periferia sud di Beirut, roccaforte dell’Hezbollah filoiraniano.
Donald Trump aveva precedentemente affermato su Truth Social che l’attacco israeliano “non avrebbe dovuto aver luogo, soprattutto in questo giorno particolare”, domenica, in occasione del suo ottantesimo compleanno. “Ero furioso”, ha poi confidato al media Axios, asserendo di aver rimproverato il premier israeliano Benjamin Netanyahu: “Non ha un briciolo di buon senso. Gliel’ho fatto sapere”.
Israele, che teme un compromesso che non soddisfi le sue richieste riguardo al suo nemico giurato, l’Iran, ha dichiarato di aver risposto agli attacchi con droni sferrati da Hezbollah contro il proprio territorio.
Il G7 in programma a Evian in prospettiva
Sotto pressione nel suo Paese per uscire da un conflitto impopolare che ha anche scosso duramente l’economia mondiale, Donald Trump incontrerà questa settimana i leader delle altre grandi potenze in occasione del vertice del G7 a Évian, in Francia.
“L’obiettivo sarà quello di valutare le conseguenze di questa intesa, il sostegno al Libano, la riapertura dello Stretto di Hormuz nel lungo periodo e, ovviamente, la conclusione di un accordo sul nucleare e sui missili balistici in Iran”, ha riferito il presidente francese Emmanuel Macron dopo l’annuncio di un accordo.
In un comunicato congiunto, Regno Unito, Francia, Germania e Italia si sono detti “disposti a revocare le sanzioni pertinenti in risposta a misure chiare e verificabili da parte dell’Iran riguardo al suo programma nucleare”.
Scatenata il 28 febbraio da attacchi statunitensi e israeliani, la guerra ha infiammato il Medio Oriente e causato migliaia di morti, principalmente in Iran e in Libano.

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Notiziario 15.06.2026, 06:00
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