Chris Apassingok, un ragazzino di 16 anni di Gambell in Alaska, lo scorso aprile ha ucciso la sua prima balena. Per la sua comunità, poche centinaia di persone che cacciano per campare, è una grande impresa. Non però per ambientalisti come il canadese Paul Watson.
L’attivista, che ha appreso della vicenda dalla stampa locale, scrive un post su Facebook molto duro nel quale non esita ad utilizzare il termine “assassino”. Nei giorni seguenti molti altri messaggi del medesimo tenore vengono inviati al ragazzo. In un giorno, scrive il portale ilpost.it, gliene sono arrivati più di 400.
Sei settimane dopo l’uccisione della balena Chris ha smesso di andare a scuola perché i messaggi continuavano ad arrivare. Successivamente altre persone si sono però messe a difenderlo. Watson, che fu tra i fondatori di Greenpeace, ha quindi cancellato il post e ne ha scritto uno nuovo nel quale si è limitato a dire: “questa è stata la mia opinione per 50 anni e continuerà a esserlo”.
SP




