Mondo

L’ombra dei sabotaggi sulle Olimpiadi

Quelli che in Italia hanno preso di mira strutture ferroviarie vengono attribuiti a gruppi antagonisti: ma chi sono e come si caratterizzano? A colloquio con un’esperta

  • Un'ora fa
  • Un'ora fa
Il corteo anti-Olimpiadi sabato a Milano
03:58

I sabotaggi dei gruppi anti-olimpiadi

SEIDISERA 09.02.2026, 18:00

  • Keystone
Di: SEIDISERA-Francesca Torrani/ARi 

A margine delle gare e dell’aspetto strettamente agonistico delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, la cronaca segnala anche dissensi e sabotaggi. La procura di Bologna ha aperto un fascicolo per terrorismo per cavi tranciati sulla linea ferroviaria verso Venezia. Nei pressi di Pesaro un incendio doloso ha invece interessato una cabina dedicata alla movimentazione di uno scambio ferroviario.

Si è subito parlato di azioni anti-Olimpiadi imputabili a gruppi antagonisti, eventualmente anarchici, ma non ci sono state ancora rivendicazioni per i due sabotaggi, sui quali le procure stanno indagando. Intanto però la premier Giorgia Meloni ha parlato di “nemici dell’Italia” e la pista anti-Olimpiadi è data per certa da più parti, a cominciare appunto dal mondo politico. Violenti scontri hanno quindi opposto dimostranti e forze dell’ordine nella serata di sabato scorso a Milano, in zona Corvetto, al termine di una manifestazione dichiaratamente contro i Giochi.

Ma chi sono questi gruppi antagonisti, di cui si parla molto in queste settimane? SEIDISERA lo ha chiesto a Donatella Della Porta, docente alla Normale di Pisa e specialista di sociologia politica e movimenti sociali. “In genere - risponde - ci si riferisce a centri sociali autogestiti”: gruppi che “hanno occupato in passato, in genere spazi non utilizzati” per “costruire delle esperienze” sul territorio “in alternativa alla commercializzazione” dello stesso. Promuovono quindi un’immagine antagonista, “diversa, contraria a quello che vedono” come uno sviluppo “spesso commerciale degli spazi pubblici”.

Fin qui, una connotazione in termini generali. Poi però ci sono situazioni legate a violenza e devastazioni: ma è corretto associare le due cose? “Questa immagine”, spiega l’esperta, “viene fuori da una parte politica che ha interrotto molti percorsi di negoziazione per la legalizzazione delle occupazioni” o comunque “lo sviluppo di accordi pragmatici per la gestione degli spazi”. Molti degli “episodi di radicalizzazione” prendono così le mosse “dalle decisioni di evacuare, di mandare via gli occupanti” da questi spazi.

Si è parlato però anche di infiltrazioni ed è tornata l’ombra dei “black bloc”, i gruppi identificabili dall’abbigliamento di color nero, che ricordiamo per gli scontri durante il G8 di Genova nel 2001 e più in generale, negli anni Novanta, per gli scontri con le forze dell’ordine in Europa e negli USA durante le manifestazioni no global. C’entrano qui anche loro? “Le indagini della magistratura sono ancora all’inizio”, osserva su questo punto Della Porta. Si è in effetti parlato di un ritorno dei black bloc, “ma chi ha esperienza di quello” che successe a Genova “sa bene che la situazione è molto diversa rispetto al livello di organizzazione, anche in parte esplicita”, che i “black bloc” avevano nel capoluogo ligure. Al momento “i gruppi che sono stati individuati sono ancora non solo di dimensioni minori, ma anche meno politicamente espliciti”, conclude l’esperta.

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare