L’ex collaboratrice di Epstein, Ghislaine Maxwell, ha invocato il Quinto Emendamento per non rispondere, durante la deposizione oggi, alle domande da parte della Commissione di vigilanza della Camera. Il presidente della commissione Giustizia, James Comer, si è detto “deluso”.
Dopo che si è avvalsa della facoltà di non rispondere, gli avvocati della 64enne Maxwell hanno detto alla commissione di vigilanza della Camera che la loro assistita è disposta a testimoniare a condizione di ottenere prima la grazia da Donald Trump.
Gli avvocati di Maxwell, impegnata negli ultimi ricorsi contro la condanna del 2022 a 20 anni di carcere per sfruttamento sessuale, avevano avvertito in una lettera a Comer che avrebbe invocato il suo diritto a non auto-incriminarsi. Gli avvocati avevano inizialmente chiesto, in cambio della sua testimonianza, un’immunità penale, che la commissione parlamentare aveva rifiutato di concederle.
Questa audizione a porte chiuse avviene nel pieno della tempesta provocata dalla pubblicazione, il 30 gennaio, di una mole enorme di documenti relativi al caso Epstein, che mette in difficoltà numerose personalità in tutto il mondo.
Queste “tre milioni di pagine”, pubblicate dal Dipartimento della Giustizia, non contengono elementi nuovi tali da portare a ulteriori procedimenti, aveva subito precisato il numero due del Dipartimento, Todd Blanche. Ma, sebbene la sola presenza del nome di una persona nel dossier non implichi automaticamente alcun comportamento illecito, molte personalità temono l’onda d’urto delle rivelazioni sui loro passati rapporti con il criminale sessuale.

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Pronta a scagionare Trump e Clinton
Nella sua dichiarazione introduttiva davanti alla commissione lunedì, l’avvocato di Ghislaine Maxwell “ha detto che lei non dispone di alcun elemento che indichi che i presidenti Trump o Clinton siano colpevoli di qualche illecito”, ha sottolineato ancora Comer.
L’ex presidente democratico Bill Clinton e l’attuale presidente repubblicano Donald Trump hanno entrambi avuto rapporti con Jeffrey Epstein, ma affermano di aver interrotto ogni contatto con lui molto prima della sua morte in carcere a New York nel 2019 e di non essere mai stati a conoscenza dei suoi crimini sessuali.
La stessa commissione parlamentare ha convocato per la fine del mese Bill Clinton e sua moglie Hillary, ex segretaria di Stato, per essere ascoltati separatamente sui legami intrattenuti con Epstein. La coppia Clinton ha chiesto la scorsa settimana che le audizioni siano pubbliche, sostenendo di voler evitare un uso strumentale delle loro dichiarazioni da parte dei repubblicani.

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Todd Blanche, ex avvocato personale di Donald Trump, si era spinto a fine luglio, in un’iniziativa del tutto insolita, fino in Florida (sud-est), dove Maxwell stava scontando la pena, per interrogarla per un giorno e mezzo. Subito dopo, Maxwell è stata trasferita in un carcere con regime di sicurezza meno severo in Texas, provocando l’indignazione delle vittime e dei loro familiari.
Nella trascrizione dell’intervista, pubblicata in agosto dal Dipartimento della Giustizia, Ghislaine Maxwell afferma di non credere al suicidio in carcere di Jeffrey Epstein, senza però voler speculare sull’identità della persona responsabile della morte del suo complice ed ex compagno.
Una parte degli americani e molte figure della destra radicale ritengono che il finanziere sia stato assassinato per impedirgli di coinvolgere personalità che avrebbero beneficiato della sua rete di sfruttamento sessuale di ragazze minorenni. Nella stessa intervista, l’ex fidanzata di Epstein conferma anche che lui non teneva alcuna “lista di clienti” e di non essere a conoscenza di alcun ricatto nei confronti di personalità importanti.

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