Le forze curde di autodifesa resistono ma l’IS non molla la presa e minaccia anche Baghdad. A Kobane, nel Nord della Siria, la battaglia continua strada per strada, ma lo Stato islamico non riesce a sfondare ed è costretto a inviare rinforzi, spostandoli dalla sua “capitale”, Raqqa. Una sconfitta sarebbe un disastro sul piano della propaganda jihadista, sul cui fronte l'IS ora ha persino dichiarato guerra a Twitter.
La minaccia mortale dello Stato islamico incombe anche sulla regione occidentale irachena di al Anbar, dove domenica il capo della polizia è rimasto ucciso in un'esplosione avvenuta a Ramadi, e sulla stessa Baghdad, attorno alla quale, secondo fonti di stampa, l’IS avrebbe radunato oltre 10'000 combattenti pronti a sferrare un attacco alla capitale.
Nel mirino, secondo il capo di Stato maggiore interforze USA, generale Martin Dempsey, ci potrebbe essere l'aeroporto della capitale irachena. Di recente l’IS ha tentato di conquistarlo ma è stato respinto dagli elicotteri USA.
Red.MM/ATS/Swing
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