La Global Sumud Flotilla, un’iniziativa internazionale volta a rompere il blocco israeliano di Gaza, ha preso il largo oggi, domenica. Venti imbarcazioni sono salpate poco dopo le 15.30 da Barcellona. Circa 5’000 persone si sono radunate al Moll de la Fusta per salutare i circa 300 attivisti a bordo (tra cui la svedese Greta Thunberg e l’ex sindaca della città catalana Ada Colau).

A bordo anche l'attivista svedese Greta Thunberg (a destra)
Alla flottiglia si uniranno altre decine di barche, che partiranno da altri porti del Mediterraneo nei prossimi giorni. All’iniziativa parteciperà anche una delegazione svizzera composta da una quarantina di persone distribuite su cinque imbarcazioni, tre delle quali sono state ribattezzate Heidi, Guglielmo Tell e Henry Dunant. Vi è poi anche la nave “Alfonsina e il mare” (il cui nome è dedicato alla poetessa Alfonsina Storni), il cui responsabile è il ticinese Vanni Bianconi. Lo skipper di quest’ultima imbarcazione sarà un altro ticinese: Fabrizio Ceppi.
I volontari svizzeri hanno profili diversi: operatori sanitari, artisti, attivisti o semplici cittadini, ma anche un candidato al Consiglio di Stato ginevrino e influencer. Tutti sono stati accuratamente selezionati dall’associazione svizzera Waves of Freedom, creata quest’anno per organizzare questa spedizione.
In totale, riporta la RST in un approfondimento sul tema, sono state registrate più di 600 iscrizioni, ma solo coloro che soddisfacevano criteri rigorosi sono stati selezionati: in buona salute, in grado di navigare e potenzialmente in grado di essere incarcerati e quindi temporaneamente privati del loro trattamento medico. Sono stati esclusi anche i profili impulsivi o potenzialmente violenti, poiché la flottiglia vuole essere strettamente pacifica.
Un localizzatore di emergenza su ogni imbarcazione
Prima della partenza, i partecipanti seguiranno alcuni giorni di formazione in Sicilia e in Grecia per prepararsi a tutti gli scenari possibili: attacco con droni, blocco della barca, arresto o persino un arrivo a Gaza, anche se questo è considerato improbabile. L’obiettivo di questa formazione è anche verificare che ognuno possa sopportare la pressione psicologica e le difficili condizioni in mare.
Ogni imbarcazione svizzera sarà dotata di un localizzatore di emergenza, una sorta di pulsante che l’equipaggio potrà attivare per avvisare che la missione è stata interrotta. Ogni nave avrà anche il supporto di un team legale con sede a Ginevra. Sarà inoltre messa a disposizione delle famiglie una linea telefonica attiva 24 ore su 24.
Una spedizione sconsigliata dal DFAE
La delegazione svizzera ha inoltre chiesto la protezione della Confederazione. Contattato dalla RTS, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha indicato di non commentare questo tipo di iniziative provenienti da gruppi privati. Ricorda inoltre che chiunque si rechi nei territori palestinesi occupati lo fa sotto la propria responsabilità.
Le imbarcazioni svizzere lasceranno la Sicilia dal 4 settembre, poi la Grecia il 6 e 7 settembre, unendosi così alla flottiglia internazionale che parte da questa domenica con a bordo, tra gli altri, l’attivista ambientalista svedese Greta Thunberg e la politica portoghese Mariana Mortágua.
La “Flotilla” sarà composta da decine di imbarcazioni che, dirette verso il territorio palestinese, cercheranno di “arrivare a Gaza, consegnare aiuti umanitari, annunciare l’apertura di un corridoio umanitario e poi portare più aiuti, e così rompere definitivamente il blocco illegale e disumano di Israele su Gaza”, ha annunciato sabato Greta Thunberg in un’intervista.