È un uomo che rimane discreto. Davanti, tre attivisti parlano con i giornalisti, presentando il loro piano per portare aiuti a Gaza su diverse navi e attirando l’attenzione sulla situazione catastrofica. L’uomo sullo sfondo, a Ginevra a metà agosto, è Anouar Gharbi.
Il suo nome emerge quando si cercano tracce di Hamas in Svizzera. “L’uomo di Hamas in Svizzera”, titolava la SonntagsZeitung. Le accuse risalgono a più di vent’anni fa.
Le accuse contro Gharbi
Oggi Anouar Gharbi, cittadino svizzero di origini tunisine, è presidente del “Centro ginevrino per la democrazia e i diritti umani”.
Nel 2003, gli Stati Uniti hanno designato l’organizzazione ginevrina “Associazione di soccorso palestinese”, come sostenitrice di Hamas e le hanno imposto sanzioni. Il registro di commercio mostra che Anouar Gharbi era nel consiglio di amministrazione. Nel novembre 2023 ha confermato alla SRF di essere stato segretario all’epoca. Tuttavia, non era responsabile dei trasferimenti di denaro. Un procedimento del Ministero pubblico della Confederazione è stato archiviato.
“Sono solidale con la resistenza”, ha dichiarato Gharbi a Le Temps nel 2010. All’epoca era uno dei coordinatori della “Campagna europea per porre fine all’assedio su Gaza”.
Gharbi era presidente di “Droit pour tous”, come riporta Le Temps. Nel 2012, l’organizzazione ha invitato un portavoce di Hamas a Ginevra. L’organizzazione israeliana “NGO Monitor” colloca “Droit pour tous” nell’ambiente dei movimenti islamisti dei Fratelli Musulmani in Europa. Gharbi non ha risposto a domande in merito.
Secondo la stampa, sarebbe stato coinvolto anche nella creazione di BDS (“Boycott, Divest, Sanction”) nella Svizzera francese. Secondo alcuni osservatori, questa organizzazione è considerata antisemita. Gharbi non ha risposto a domande in merito. Nel novembre 2023 ha pubblicato sul suo account Facebook un appello a sostenere il BDS.
L’incontro con il capo del politburo di Hamas
Una foto ritrae Gharbi, nel 2021, con il capo politico di Hamas Ismail Haniyeh, che nel luglio 2024 è stato assassinato a Tehran. Oggi Gharbi scrive a SRF di non avere più contatti con i rappresentanti di Hamas dal 2023. Nell’edizione di novembre 2023 di Rundschau, ha sottolineato che bisogna distinguere tra Hamas come partito politico e il suo braccio armato.
“È risaputo - scrive Gharbi in una dichiarazione - che la propaganda israeliana associa sistematicamente ad Hamas le persone che sostengono il rispetto del diritto internazionale e della giustizia, così come i giornalisti che denunciano i crimini commessi a Gaza e in Cisgiordania. (...)Lo stesso vale per me che sono un sostenitore dei diritti umani e della giustizia internazionale a vario titolo”.
Le ricerche di “10vor10” mostrano che Anouar Gharbi non è solo uno spettatore della delegazione della Flotilla svizzera. È un membro del “Comité des Sages” (Consiglio dei Saggi) dell’associazione “Waves of Freedom Switzerland”, in cui si sono organizzati i promotori svizzeri. Il presidente dell’associazione, Hicham El Ghaoui, afferma: “Siamo in contatto con lui circa una volta alla settimana. Ma non ha un ruolo diretto, è più un ruolo di consulenza”. Gharbi ha molta esperienza, ad esempio nel coordinamento della flottiglia di Gaza nel 2010 (nota anche come Freedom Flotilla).
Il presidente El Ghaoui: “Non credo a queste accuse”
Gli incontri con i rappresentanti di Hamas e le ripetute accuse rivolte a Gharbi, secondo cui lui, o le ONG in cui è stato coinvolto, sosterrebbero Hamas, non sono ovviamente un ostacolo per l’associazione a chiedere la sua consulenza. Il presidente El Ghaoui risponde: “Chi lo dice? Le stesse persone che hanno descritto i giornalisti uccisi come simpatizzanti di Hamas per giustificare il loro assassinio? Ad essere sincero, non credo a nessuna di queste accuse”.
A quanto pare, Gharbi e gli attivisti svizzeri della flottiglia sono piuttosto vicini. Uno di loro è Samuel Crettenand, esponente del movimento pro-Palestina nella Svizzera francese. Le foto sull’account Facebook di Gharbi mostrano lui e Crettenand in pose amichevoli a giugno. Gharbi elogia Crettenand come uomo di principio. Crettenand non ha risposto a una richiesta di intervista da parte di SRF.
La presidente dei Verdi mantiene il sostegno
La flottiglia svizzera per Gaza sta ricevendo anche il sostegno dei politici. Tra questi c’è la presidente del Partito dei Verdi, Lisa Mazzone. Ha pubblicato un video su Instagram. Alla domanda di SRF sul ruolo dell’ex contatto di Hamas Gharbi, Mazzone ha risposto: “Non conosco la persona”. La flotilla è un tentativo non violento “di fermare il barbaro blocco degli aiuti da parte del governo di Netanyahu e di alleviare la drammatica carestia a Gaza. Sostengo questo tentativo”.

Israele e Gaza: indignazione internazionale e proteste
Telegiornale 26.08.2025, 12:30