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GERMANIA NON FELIX

Infrastrutture tedesche: la crepa nel mito

Ponti deteriorati, cantieri lenti e manutenzioni rinviate: la Germania fa i conti con infrastrutture invecchiate. Il caso del Friedensbrücke vicino a Basilea.

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Germania, 4mila ponti da rinnovare

Telegiornale 18.07.2026, 20:00

Di: Telegiornale-Giuliano Gasperi/sdr 

Più di 4’000 ponti devono essere rinnovati in Germania. Fra quelli che hanno ricevuto la valutazione peggiore ce n’è uno ad appena 2 chilometri da Basilea: il Friedensbrücke, il Ponte della Pace - così si chiama- che ha quasi 120 anni e porta addosso i segni del tempo. Nel 1945 era stato parzialmente distrutto dalle truppe tedesche per rallentare l’avanzata degli Alleati. In seguito era stato riparato e ridenominato con il nome attuale.

Oggi i tecnici del Baden-Württemberg gli hanno assegnato un 4: il voto più basso previsto dal sistema di valutazione. “In molti punti presenta danni da corrosione”, spiega Andreas König, ingegnere del Land tedesco. Una parte dei problemi è lieve, mentre altri interessano elementi più delicati, come la struttura di rinforzo nella parte inferiore del ponte. “Le situazioni che richiedevano un intervento immediato sono comunque state risolte nei 3 o 4 mesi successivi alla valutazione”. Per ridurre la pressione sulla struttura sono stati introdotti un limite di velocità di 30 chilometri orari e il divieto di transito per i mezzi pesanti. Provvedimenti simili sono stati adottati anche su altri ponti tedeschi. Ma limitare il traffico non risolve il problema di fondo perché una parte importante della rete è invecchiata e necessita di interventi profondi.

Il tema è tornato sotto i riflettori anche dopo le condanne per la tragedia del ponte Morandi di Genova. In Germania il confronto è particolarmente acceso. Alcuni chiedono al Governo di rinunciare alla costruzione di nuove strade e di concentrare tutte le risorse sulla manutenzione delle infrastrutture esistenti. König invita però a non contrapporre in modo assoluto manutenzione e nuove opere. “Da tecnico e responsabile della manutenzione attribuisco una grande importanza alle infrastrutture esistenti”, afferma. Per garantire una rete stradale efficiente e sicura, aggiunge, bisogna però anche eliminare i punti più pericolosi. “E in certi casi sono necessarie nuove costruzioni”.

Il crollo di Dresda e il confronto con la Svizzera

A volte le misure preventive non bastano. Nel 2024 una parte del Carolabrücke di Dresda è crollata nel fiume. Non ci sono state vittime, ma l’incidente ha messo in discussione l’immagine di una Germania impeccabile nella gestione delle infrastrutture.

Per l’esperto intervistato al Telegiornale, quello di Dresda resta un caso particolare, determinato dalla combinazione di diverse circostanze sfavorevoli. L’ingegnere difende la qualità del sistema tedesco e si dice ancora “convinto della nostra eccellenza e del fatto che qui si costruiscano ponti di qualità”. Il problema, sostiene, può essere anche l’eccesso di prudenza. “Forse a volte siamo troppo perfezionisti e impieghiamo molto tempo prima di arrivare in cantiere”. Ritardi che rischiano di diventare controproducenti quando le strutture in cattive condizioni sono numerose e gli interventi urgenti si accumulano.

Da questa parte del confine, la situazione appare meno critica. L’Ufficio federale delle strade afferma che il 92% di ponti, semi-gallerie e sovrappassi svizzeri si trova in condizioni buone o accettabili. La sicurezza, assicura l’autorità federale, è comunque garantita.

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Ponte Morandi: la vicenda

Telegiornale 16.07.2026, 20:00

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