I migranti che si installano in Libia o che vi transitano sono spinti a pericolose traversate del Mediterraneo a causa delle violenze che subiscono. Le partenze dalle coste (1'770 chilometri in totale) continuano incessantemente, anzi si sono intensificate con l’instabilità politica registrata nel paese. I passatori, in questo contesto di violenza, ne approfittano.
Migranti in partenza
Sono le conclusioni che si possono leggere nell’ultimo rapporto di Amnesty International che parla di una vera e propria situazione di “pericolo”: “La Libia”, viene scritto nero su bianco, "è piena di crudeltà".
Nel rapporto vengono riportate testimonianze dirette: molte le donne che hanno subito violenze sessuale. Charles, un cristiano della Nigeria, ha raccontato di essere stato picchiato e violentato da un gruppo armato a Zuara a causa della sua appartenenza religiosa. L’ONG, alla luce di quanto raccolto, ha chiesto da una parte all’Unione Europea di prendere posizione, dall’altra a Tunisia ed Egitto di allentare le restrizioni alle frontiere.
AFP/AlesS
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PP 12.00 dell'11 maggio 2015 Il servizio di Silvia Piazza
RSI Info 11.05.2015, 14:05
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PP 12.00 dell'11 maggio 2015 L'intervista a Riccardo Noury, portavoce di Amnesty Italia
RSI Info 11.05.2015, 14:59
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