L'IS ha rivendicato giovedì pomeriggio la responsabilità dell'attentato di mercoledì a Tunisi. Lo scrive su Twitter Rita Katz, direttrice del Site, (agenzia americana che monitora il terrorismo) sottolineando che non è stato ancora possibile accertarne la veridicità. Si era ipotizzato anche il coinvolgimento di un gruppo locale affiliato ad al Qaida. Nella rivendicazione, diffusa mediante un audio online, lo Stato islamico celebra i due attentatori come "cavalieri" della causa jihadista e dichiara che "quello che avete visto" a Tunisi "è solo la prima goccia di pioggia" - chiara minaccia di nuove azioni violente.
Sempre giovedì le forze di sicurezza tunisine hanno arrestato la sorella di Jabeur Khachnaoui, uno dei due attentatori rimasti uccisi dopo l'attacco terroristico al Museo del Bardo. La donna, una studentessa, è stata fermata nell'abitazione di famiglia nella regione di Sbitla, nel centro del paese.
Stato di massima allerta
Nel corso di una riunione d’urgenza, il Consiglio supremo delle forze armate tunisino e il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale hanno deciso di elevare lo stato d’allerta in tutto il paese. Stando a quanto reso noto dal presidente tunisino, Beji Caid Essebsi, nelle più grandi città del paese sarà dispiegato l’esercito a protezione dei luoghi maggiormente sensibili e della popolazione. Secondo Essebsi, i terroristi portavano addosso dell'esplosivo. Solo con "grande prontezza" da parte degli agenti è stato possibile evitare una tragedia di proporzioni ancora più ampie.
Tunisini in piazza
"La Tunisia è contro il terrorismo" è lo slogan che riecheggiava giovedì pomeriggio durante la manifestazione indetta dai sindacati tunisini davanti al Museo del Bardo, teatro del massacro in cui hanno perso la vita numerosi turisti. Una dimostrazione all’insegna della tolleranza e contro l’estremismo accompagnata da un'infinità di bandiere nazionali e da una moltitudine di corone di fiori, in ricordo delle vittime dell’assalto terroristico.
Le prime immagini della manifestazione
Trovati i corpi dei due italiani dispersi
Il ministero degli Esteri italliano ha intanto comunicato giovedì in serata di aver "effettuato un primo riconoscimento fotografico dei due connazionali che risultavano finora irreperibili", tramite il personale dell'ambasciata a Tunisi e dell'Unità di crisi ministeriale inviato in loco. I funzionari hanno potuto compiere l'accertamento dopo aver avuto accesso all'obitorio dell'ospedale "Charles Nicolle" della capitale tunisina. Tuttavia, la nota ministerilale ha rimarcato che "sarà tuttavia necessario, per poter dichiarare il decesso, procedere ancora a un atto formale di riconoscimento da parte dei familiari, alcuni dei quali sono attesi a Tunisi nelle prossime ore". In realtà "i connazionali" sono due donne: una pensionata 72enne di Meda, in Brianza, e una 54enne dipendente del comune di Torino.
Red. MM/ATS/Reuters/EnCa
Dal TG20
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RG delle 18.30 del 19/03/2015; le considerazioni di Renzo Guolo, professore di sociologia dell'islam all'università di Padova, intervistato da Manjula Bhatia




