Numerosi civili sono rimasti uccisi da giovedì in Siria, dopo tre giorni di significativa diminuzione delle violenze in seguito all'entrata in vigore della tregua. Aerei non identificati hanno bombardato la provincia di Idlib occupata dai ribelli, mentre l'esercito regolare ha affermato di aver bloccato un attacco alla periferia di Damasco.
Ci sono motivi di tensione, intanto, fra Russia e Stati Uniti, promotori del cessate il fuoco. Né le truppe di Bashar el Assad, alleate di Mosca, né i ribelli vicini a Washington si sono infatti ritirati dalla strada che permetterebbe agli aiuti umanitari dell'ONU di raggiungere i villaggi e i quartieri di Aleppo sotto assedio.
Il Cremlino si dice pronto a usare tutta la sua influenza sul regime affinché l'accordo sia pienamente applicato, ma solo a condizione che Washington faccia lo stesso con le fazioni ostili ad Assad. Ritiene che "malgrado qualche difficoltà" la situazione stia migliorando e auspica che la tregua sia prolungata di ulteriori 72 ore.
pon/ATS





